Scambio di auguri nei laboratori produttivi in carcere, Zattini: "Strumenti per un efficace reinserimento sociale"

Il carcere di Forlì conta ad oggi circa 160 detenuti di cui 25 donne ed è fortemente impegnato in 4 laboratori produttivi

Si è tenuto venerdì lo scambio di auguri di Natale tra i detenuti, coinvolti nei due laboratori produttivi interni alla Casa Circondariale di Forlì, e i numerosi ospiti tra cui istituzioni, imprese ed operatori. In particolare, oltre a diverse imprese del territorio sono intervenute numerose autorità tra cui i Consiglieri Regionali dell’Emilia Romagna Lia Montalti e Paolo Zoffoli, il sindaco del Comune di Forlì, Gian Luca Zattini con i due assessori comunali, Paola Casara e Rosaria Tassinari, il presidente della Provincia, Gabriele Fratto, l’assessore del Comune di Cesena, Carmelina Labruzzo, il presidente dell’Unione Rubicone e mare Luciana Garbuglia, gli assessori del Comune di Sarsina, Maria Vittoria Cesaretti ed Elsa Cangini.

Oltre 70 persone hanno partecipato allo scambio di auguri, ascoltando direttamente dalla voce dei protagonisti, detenuti, imprese ed operatori, l’andamento dei laboratori in questo anno di attività; l’occasione è stata, infatti, propizia per tirare le somme di fine anno, facendo un bilancio in termini economici, etici e sociali, delle due esperienze. I due laboratori, l’uno di assemblaggio e l’altro di cartiera, fiore all’occhiello del carcere mercuriale, sono coordinati dall’ente di formazione Techne che ne gestisce la regia e ne monitora quotidianamente le attività.

"Anche quest’anno abbiamo voluto rinnovare gli auguri ai 6 detenuti del laboratorio di assemblaggio Altremani ed ai 4 del laboratorio Manolibera - spiega Lia Benvenuti, direttore generale di Techne - per testimoniare che il lavoro è l’unico vero strumento di riscatto sociale, rieducazione alla legalità e alle regole della società civile". "E’ un piacere accogliere tanti ospiti per festeggiare con noi il Natale ed i risultati di fine anno per nulla scontati di questi laboratori - sottolinea Palma Mercurio, direttrice della Casa Circondariale di Forlì - ottenuti grazie al lavoro e alla collaborazione di una rete territoriale fatta di enti pubblici e privati nonchè di preziosi collaboratori interni ed esterni al carcere". 

Il carcere di Forlì conta ad oggi circa 160 detenuti di cui 25 donne ed è fortemente impegnato in 4 laboratori produttivi nati per dare lavoro ai detenuti ed insegnare loro un mestiere: oltre al laboratorio di assemblaggio Altremani e al laboratorio di cartiera artigianale Manolibera, ci sono il laboratorio di recupero apparecchiature elettriche ed elettroniche e il laboratorio di sartoria. Il carcere di Forlì, in tal senso, investe moltissimo affinchè lo “spazio” della detenzione venga riempito di contenuti siano essi di istruzione, formazione e lavoro per permettere alla persona una vera e propria riabilitazione nella società.

"Realtà come quella del carcere di Forlì - evidenzia il sindaco Zattini - rappresentano una vera e propria comunità educante in cui l’aspetto sociale è strettamente connesso a quello produttivo, in grado di sostenersi grazie ad una rete territoriale di imprese e istituzioni che crede ed investe nelle attività lavorative in carcere quale strumento per un efficace reinserimento sociale".

I laboratori

Il laboratorio di assemblaggio Altremani, nato nel 2006, rappresenta un’iniziativa di grande successo, per nulla scontato all’interno di un carcere, sia in termini occupazionali che economici. Questa realtà tutta forlivese, infatti, rappresenta un’eccellenza nel panorama carcerario nazionale non solo per gli oltre 70 detenuti che in questi anni ha assunto, ma anche grazie all’indipendenza economica raggiunta, superando le difficoltà strutturali, logistiche, normative e relazionali caratterizzanti le attività in carcere che spesso ne compromettono la sostenibilità. 

Tredici anni di successi grazie soprattutto alle due imprese virtuose del territorio forlivese e cesenate, Mareco Luce e Vossloh Schwabe che da anni forniscono le commesse grazie alle quali il Laboratorio si sostiene e sviluppa. A queste aziende “storiche”, da un anno, si è aggiunta una nuova impresa committente, la Cepi Spa, che sta consolidando con il Laboratorio una proficua collaborazione. A questi protagonisti, si unisce la cooperativa Lavoro Con che si fa carico dell’assunzione dei detenuti, permettendo di raggiungere indici produttivi e qualitativi di ottimo livello.

Il laboratorio di cartiera Manolibera nasce nel 2011 dalla progettazione congiunta di Techne, Hera e Casa Circondariale, partenariato che si è ampliato nel tempo coinvolgendo la Cooperativa Cils, la legatoria Berti, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna-Forlì-Cesena-sede di Forlì, la Provincia di Forlì Cesena, la Camera di Commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini, il Comune di Forlì, l’Unione dei Comuni Valle del Savio e l’Unione Rubicone e Mare.

Da scarti di legatoria, attraverso un'antica tecnica di lavorazione arabo-cinese, trovano nuova vita prodotti di carta eco-sostenibili, raffinati e interamente realizzati a mano. Tra i prodotti, manufatti preziosi, ricercati e personalizzabili, si possono trovare bomboniere e partecipazioni, album, quaderni, cornici, biglietti di auguri e carta da lettera. Il laboratorio impiega oggi quattro detenuti e, dal 2011, complessivamente sono state coinvolte oltre 40 persone, garantendo loro un'indennità economica.

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