rotate-mobile
Scuola

Schiavitù nel mondo del lavoro, gli studenti del Classico a confronto con lo scrittore Marco Omizzolo

Omizzolo ha iniziato il suo intervento, arricchendolo con le immagini "di lavoratori che trascorrono sui campi 14 ore al giorno, per pochi centesimi all’ora"

Con il supporto dell’Associazione Libera Provincia Forlì Cesena, martedì 18 ottobre gli studenti del Liceo Morgagni di Forlì hanno avuto l’occasione di confrontarsi con lo scrittore e sociologo Marco Omizzolo e riflettere sui temi del suo ultimo libro “Per motivi di giustizia” (edito da People) e sul film The Harvest. L’incontro, previsto tra i progetti di Educazione Civica, è stato organizzato dalla docente Silvia Giardini e sostenuto con forza dal dirigente scolastico Marco Lega, che ci ha tenuto a ricordare che “le porte della scuola saranno sempre aperte per eventi di tale caratura".

"L’associazione Libera - ha proseguito Lega - è un’associazione che offre contenuto e spessore a temi spesso difficili da proporre ai ragazzi, ma importantissimi per la loro formazione come cittadini, un esempio su tutti la lotta contro la mafia”. Franco Ronconi, referente provinciale dell’Associazione Libera, ha coordinato l’incontro in cui si sono confrontati l’ex Magistrato come Sostituto Procuratore Giudice del lavoro Carlo Sorgi e il professor Thomas Casadei, docente di filosofia del diritto presso l’Università di Modena e Reggio-Emilia.

La conferenza, dopo i saluti del dirigente, si è aperta con un’introduzione di Ronconi che si è rivolto ai ragazzi e con parole semplici ma efficaci introducendo l’argomento principale, ossia lo sfruttamento e la schiavitù nel mondo del lavoro contemporaneo. Lo ha fatto anche citando Don Ciotti (fondatore di Libera) e ha ricordato agli studenti che “bisogna trovare il coraggio di definire mafioso tutto ciò che dalle mafie prende esempio, come il capitalismo aggressivo che identifica gli uomini come mera forza lavoro o risorsa umana, togliendo loro l’identità”.

A seguire Sorgi ha aperto una riflessione sull’importanza della Costituzione italiana da lui definita “la più bella del mondo” e della quale il lavoro è il fulcro. “L’articolo 36 - ha sottolineato Sorgi - parla di lavoro in termini di dignità, coraggio e rispetto, dunque lavoro gratuito, lavoro nero, lavoro mal retribuito, precariato sono per definizione ossimorici e anticostituzionali”. E’ seguito un accorato invito ai ragazzi a rinnovare l’impegno affinché questi valori vengano rispettati anche nella nostra società, dove vige un paradosso ben evidenziato da un emozionato Casadei, ex studente del Liceo Morgagni.

“Oggi che la schiavitù è illegale, abbiamo dati empirici che dimostrano che non si sono mai avuti numeri così alti di sfruttamento nel mondo. Se una cosa non la vediamo davanti ai nostri occhi - ha aggiunto Casadei - non significa che non esista e per questo il lavoro di Omizzolo e la sua testimonianza diretta sono un atto coraggioso che dobbiamo conoscere, ma anche sostenere con la nostra vicinanza e il nostro supporto”. Omizzolo ha poi iniziato il suo intervento, arricchendolo con le immagini "di lavoratori che trascorrono sui campi 14 ore al giorno, per pochi centesimi all’ora, respirando veleno, senza tutele e dignità, costretti a “chinare il capo e fare tre passi indietro ogni volta che si rivolgono al ‘padrone’” a pochi chilometri dal centro di Roma o dalle incantevoli spiagge di Sabaudia".

La testimonianza è stata resa ancora più potente dal racconto della sua esperienza immersiva di oltre un anno e mezzo all’interno della comunità Sikh di Latina, che lo ha portato non solo a toccare con mano le condizioni in cui versano questi veri e propri schiavi moderni, ma anche ad aiutarli a denunciare i soprusi e a squarciare il velo dell’indifferenza, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. “Con chi vive l’emarginazione, lo schiavismo, la subordinazione quotidiana, si deve riuscire a con-dividere quella condizione, prenderne per sé una parte, ingoiarla e farla esplodere in rabbia, desiderio di cambiamento, organizzazione, indignazione, lotta collettiva, mobilitazione, per capovolgere l’ingiustizia in giustizia”.

L’educazione civica si incarna, con questo incontro, nella realtà. Nell’alienazione moderna dove tutto pare viaggiare nell’etere, riportare l’attenzione su ciò che è terra, fatica, diritti guadagnati è sicuramente una grande sfida, che pare sia stata accolta dagli studenti: “L’incontro è stato illuminante - dice Annalena Agostini di 5BU - perché abituati a sentire un solo punto di vista, cioè quello per cui bisogna lavorare, produrre, consumare, faticare e fare tirocini non pagati, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle parole dei relatori, che affermavano a gran voce che il lavoro non pagato è sfruttamento ed è anticostituzionale".

"Sono felice - prosegue - che sia stato dato spazio al tema dello sfruttamento e del caporalato senza peli sulla lingua, senza paura, cercando di alimentare il fuoco dentro ad ogni ragazzo. Ho capito che dobbiamo prendere posizione, indignarci, impegnarci, organizzarci e fare rete”. Anche Ruth Aicha Udohfiaise di 5BL ci ha tenuto a raccontare: “Ciò di cui si è parlato nell'incontro mi ha suscitato molte emozioni diverse tra il disgusto, l'incredulità e lo shock totale. Mai mi sarei potuta immaginare che la situazione dello sfruttamento dei lavoratori in generale e specificatamente di quello degli indiani Sikh a Latina fosse così grave.Ho trovato, inoltre, molto affascinante e coraggioso ciò che ha fatto da Omizzolo: infiltrarsi come testimone per denunciare. Io - prosegue Ruth - ho molta fiducia nella mia generazione e credo vivamente che nel futuro la situazione potrà cambiare in positivo”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Schiavitù nel mondo del lavoro, gli studenti del Classico a confronto con lo scrittore Marco Omizzolo

ForlìToday è in caricamento