I sindacati: "Azione antisindacale". Ma la cooperativa replica: "Richiamo alla responsabilità"

"Non ci saremo mai aspettati un tale comportamento dalla cooperativa, lesivo del ruolo delle organizzazioni sindacali, delle rsu-rsa e in generale dei diritti dei lavoratori"

Si è svolto venerdì lo sciopero, proclamato a livello nazionale nel rispetto delle procedure di legge, per il rinnovo del contratto nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pulizie industriali/multiservizi. "La sera prima dello sciopero programmato è avvenuto un fatto grave - denunciano i sindacati forlivesi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - La cooperativa Formulaservizi, senza alcun preavviso alle organizzazioni sindacali e senza alcuna legittimità, ha avviato durante il turno serale della stessa giornata, e quindi a ridosso dello sciopero, un'azione che riteniamo possa essere riconducibile nettamente all'attività antisindacale, comunicando alle lavoratrici e ai lavoratori occupati nell'appalto di servizi di pulizie dell'Ospedale Pierantoni-Morgagni, dell'Ospedale Bufalini di Cesena e al magazzino dei farmaci di Pievesistina, che lo sciopero era stato "revocato" dalla Prefettura e/o "che la Prefettura avesse comunicato l'esigenza di garantire i servizi con l'ìntera forza lavoro", affermazioni entrambe false".

"L'atteggiamento dell'azienda risulta incomprensibile se si pensa che fino alla mattina del giorno stesso ha trovato nelle organizzazioni sindacali, nei delegati e nei lavoratori ampia disponibilità a concordare i presidi da garantire reparto per reparto, mettendo tutti in primo piano la tutela della salute - continuano i sindacalisti - A nulla è servito chiamare la direzione della cooperativa che si è resa indisponibile a qualsiasi spiegazione e confronto su quanto stava avvenendo nei cantieri dell'ospedale Pierantoni-Morgani e nel magazzino dei farmaci di Pievesestina. Ove vi fosse stata una necessità ulteriore a quanto già definito avremmo potuto concordare le presenze senza la minaccia ai lavoratori e alle lavoratrici di azioni disciplinari, quando proprio queste persone stanno lavorando con un contratto nazionale scaduto e non rinnovato da 7 anni garantendo tutti i giorni anche nei reparti Covid una qualità del servizio che rende gli ospedali di Forlì e di Cesena un'eccellenza in ambito nazionale anche dal punto di vista della sanificazione. Non ci saremo mai aspettati un tale comportamento dalla cooperativa, lesivo del ruolo delle organizzazioni sindacali, delle rsu-rsa e in generale dei diritti dei lavoratori. Con amarezza, ritenendo che proprio in questa difficile fase del paese sia importante essere uniti, ma nella convinzione che il diritto di sciopero non possa essere messo in discussione da azioni unilaterali, stiamo valutando azioni legali".

La replica della cooperativa

"Giovedì mattina Formula Servizi ha scritto ai propri clienti, compresa la Asl della Romagna, circa i servizi ritenuti essenziali dalle organizzazioni sindacali in caso di sciopero, suffragati dalla normativa stessa - normativa alquanto datata in quanto risalente al 2002 -, tanto che la stessa cooperativa ha affisso nelle proprie bacheche un "appello al senso di responsabilità dei singoli lavoratori" - replicano dalla cooperativa - Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, a seguito dell'arrivo della pec da parte della Prefettura intorno alle 17 circa, e il successivo recapito alla cooperativa da parte della Asl della Romagna delle due comunicazioni di diffida - visto che c'è il Covid tutti i servizi sono da ritenersi essenziali, e non solo quelli che le oo.ss. indicano - comunicazioni arrivate intorno alle 18.30, Formula Servizi, ha mandato comunicazione alla Prefettura e per conoscenza alle oo.ss. e alla Asl della Romagna dove si comunicava, vista l'interpretazione della Asl circa i servizi essenziali da garantire, vista le necessità di contenimento della pandemia, di riportare i servizi a quelli "ordinari" e programmati prima dell'indizione dello sciopero. Comunicazione inviata alle 19.15 circa. Di seguito a questo invio Formula Servizi, dalle 19.30 in poi, attraverso i propri coordinatori ha comunicato a tutti i lavoratori impiegati in quei servizi ritenuti essenziali per il funzionamento delle strutture sanitarie impegnate nel contrasto al Covid che era necessario riportare gli organici ai turni ordinari programmati prima dello sciopero. Non è stato affatto comunicato ai lavoratori alcuna "revoca dello sciopero", né tantomeno che "la Prefettura avesse comunicato l'esigenza di garantire i servizi con l'intera forza lavoro". Quest'ultima era semplicemente una desunzione che Formula Servizi stava comunicando come interpretazione di quanto disposto dalla Asl stessa".

"Pur nel rispetto di un diritto sacrosanto dei lavoratori - dichiara Massimiliano Mazzotti, direttore generale Formula Servizi - quello di scioperare per il rinnovo del nostro contratto di lavoro (peraltro Formula aveva manifestato pubblicamente il proprio appoggio alle richieste dei propri lavoratori, dichiarandosi favorevole a una veloce definizione del rinnovo), non abbiamo potuto fare altro che prendere atto di quanto l'azienda Sanitaria ci comunicava. Abbiamo quindi ritenuto doveroso, vista l'emergenza sanitaria in atto, rispondere con responsabilità alla rideterminazione degli organici necessari a garantire il funzionamento degli ospedali. Peraltro facendo anche tutti quei passaggi formali e temporali che erano dovuti. Non a caso nel "richiamo alla responsabilità" ai lavoratori, affisso nelle bacheca, noi abbiamo detto che "ancorché formalmente proclamato in linea con la legge" era in concreto uno sciopero in corto circuito con la realtà, che vede un'emergenza sanitaria in atto, per contrastare la quale sono necessari tutti quei servizi che in una condizione normale magari possono essere rinviati o annullati in caso di sciopero. Riteniamo quindi la nostra valutazione essere in linea con le misure assunte in questo contesto pandemico, a tutela della salute e della sicurezza dei nostri lavoratori e delle collettività che fruiscono dei nostri servizi.
Diamo il giusto peso all'emergenza sanitaria, che non può e non deve diventare "terreno o leva" per forzare la mano su rivendicazioni sindacali, che peraltro abbiamo già avuto modo di dire pubblicamente che condividiamo".

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