Domenica, 21 Luglio 2024
Sindacati

Sciopero generale, la Cgil: "Il governo ci ha dedicato 5 minuti. I 100 euro in più in busta paga? Sono un bluff"

L'agguerrito tandem composto da Cgil e Uil è pronto alla mobilitazione generale 'spalmata' su due giornate contro la legge di bilancio

L'agguerrito tandem composto da Cgil e Uil è pronto alla mobilitazione generale 'spalmata' su due giornate contro la legge di bilancio. Nonostante le roventi polemiche che hanno visto protagonisti anche il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e la Commissione di Garanzia, i sindacati vanno avanti. La strada è quella di uno sciopero generale che sul territorio si articolerà venerdì 17 novembre  in un presidio in Piazza Ordelaffi a Forlì, e venerdì 24 novembre in una grande manifestazione che coinvolgerà tutta la Romagna in Piazza del Popolo a Cesena. Hanno spiegato tutti i dettagli  Maria Giorgini, Segretaria Generale Cgil Forlì Cesena, Paolo Manzelli, segretario generale Uil Cesena ed Enrico Imolesi, segretario generale Uil Forlì, nel corso di un incontro con la stampa.

"Dire che questa legge di bilancio non ci soddisfa è poco - ha detto Giorgini - non potevamo non scendere in piazza. Venerdì 17 sarà la volta di quei lavoratori che rientrano nei servizi pubblici essenziali, come i trasporti, la scuola, la sanità, le poste. Invece il 24 novembre toccherà a categorie di lavoratori come i metalmeccanici, quelli del turismo, del commercio, dell'edilizia". 

La Uil: "Salvini e la Commissione di Garanzia entrano a gamba tesa"

La Segretaria generale della Cgil provinciale spiega i motivi di questo sciopero generale, che è accompagnato a livello nazionale da roventi polemiche. "Non è accettabile che il governo abbia concesso solo 5 minuti di dialogo a 17 sigle sindacali, questo non è un confronto. Questa legge di bilancio nasce già con un errore nel metodo. Entrando nel merito la manovra è rinunciataria e regressiva. Bisognava dare priorità ai salari, invece per una crescita dello 0,2% nel 2024 si fa debito pubblico".

"C'è una emergenza redditi - ha incalzato Giorgini - che vede l'Italia fanalino di coda in Europa sui salari. I 100 euro in più nella busta paga dei lavoratori sono un grande bluff. E' solo la conferma della decontribuzione che noi avevamo ottenuto un anno fa con il precedente governo. Non si fa nulla per i redditi falcidiati dall'aumento dell'inflazione". Altro tasto dolente, secondo la Cgil, è rappresentato dai tagli alla sanità: "Si spingono le persone alla fuga verso la sanità privata".

Ed infine le pensioni: "Non solo la legge Fornero non è stata cancellata, come era stato promesso, ma addirittura sono state peggiorate le condizioni che permettono alle persone di andare in pensione. Questo governo fa cassa con le pensioni". E c'è il capitolo alluvione: "Le famiglie che chiederanno i ristori si vedranno riconosciuto un acconto di 20mila euro più un credito di imposta in 25 anni per recuperare il danno subito, questo svantaggia soprattutto i redditi più bassi. Ed inoltre non sono al momento conteggiati i danni ai beni mobili".

"La Commissione di Garanzia smentisce se stessa"

Poi Giorgini entra nel merito della polemica con il Ministro Salvini che ha visto anche l'intervento della Commissione di Garanzia e l'ipotesi precettazione, cioè di limitare lo sciopero. "Noi andiamo avanti con lo sciopero generale. Siamo dalla parte della legge, la Commissione di Garanzia smentisce se stessa visto che in passato ha autorizzato queste modalità di sciopero generale 'spalmato' su più giornate, e questo proprio per affievolire i disagi. L'intervento della Commissione di Garanzia, dopo quello del ministro Salvini che aveva definito lo sciopero illegittimo, è molto sospetto. Voglio rassicurare sul fatto che non ci saranno ripercussioni sui lavoratori, impugneremo a livello sindacale qualsiasi sanzione. Tutto quello che sta accadendo non fa altro che darci una ragione in più per andare in piazza, ci sono categorie di lavoratori per le quali il diritto di sciopero viene quasi precluso". La chiusura è sull'assenza della Cisl a questa mobilitazione: "Noi manteniamo sempre aperto il dialogo, e speriamo sempre nell'unità delle sigle sindacali, perché con l'unione si ottengono i risultati per i lavoratori".

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