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Cronaca

Ristorazione veloce, domenica di sciopero: hamburger e patatine a rischio

Affermano i sindacati: "Il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro è il primo e indispensabile passo per ripristinare tali condizioni"

Dopo la giornata di mobilitazione plurisettoriale nazionale dello scorso 31 marzo e dopo la manifestazione dei lavoratori del "Turismo Ristorazione Collettiva e Agenzie Viaggio" di mercoledì che si è svolta a Forlì davanti la Prefettura di Forli-Cesena, Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs e Uiltrasporti, hanno organizzato una nuova mobilitazione per dare sostegno alle rivendicazioni per il rinnovo del Contratto Nazionale del Turismo scaduto ormai da oltre 49 mesi. Domenica sciopereranno a Forlì e a Cesena i lavoratori e le lavoratrici del settore "Turismo Pubblici Esercizi" comprendendo, nei pubblici esercizi, anche tutti gli addetti della "ristorazione veloce", autostradale e urbana.

"Per il proseguo della nostra battaglia, contro le aziende e le associazioni datoriali che persistono nel non rinnovare i contratti nazionali di lavoro proponendo soluzioni irricevibili sia sul piano economico che normativo, avvieremo nuove e capillari modalità di contrasto che consisteranno nel dare vita ad una campagna straordinaria di carattere vertenziale - affermano Raffaele Batani (Filcams Cgil), Piero Casali (Fisascat Cisl) e Annalisa Pantera (Uiltucs Uil) -.  Riserveremo altresi maggiore attenzione rispetto alla correttezza delle Certificazioni SA 8000, dei Codici Etici e dei Bilanci Sociali".

"Siamo infatti stanchi di leggere sui siti delle aziende quanto siano corrette e attente al valore sociale del lavoro e di come siano rispettose dei propri dipendenti; parole che, ora più che mai, suonano come enunciazioni senza fondamento, spesso prodotte al solo fine di ottenere la certificazione necessaria per partecipare alle gare di concessione-appalto - aggiungono -. Segnaleremo anche, in tutte le sedi, le imprese che pur chiudendo bilanci in attivo, quando si ritrovano al tavolo di trattativa continuano ad affermare che l’aumento contrattuale, stante il permanere della crisi, non è nelle loro disponibilità. Le lavoratrici e i Lavoratori di questi settori meritano rispetto e dignità. Il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro è il primo e indispensabile passo per ripristinare tali condizioni".
 

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