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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

Giovane marocchino insegue lo scippatore di una donna: "Non mi sento un eroe"

Così Yassin Romaili, 23enne marocchino che giovedì scorso ha inseguito uno scippatore, restituendo la borsa rubata ad una donna, esordisce così nel raccontare il suo gesto in un'intervista

“Ho fatto un gesto che tutti dovrebbero fare, non mi sento un eroe”: minimizza Yassin Romaili, 23enne marocchino. Giovedì scorso il giovane ha inseguito uno scippatore in fuga, restituendo alla fine la borsa appena rubata ad una donna. E' accaduto in piazzale della Vittoria, in un attimo: ha sentito delle urla e non ha esitato ad intervenire. Un piccolo gesto - quello che dovrebbe essere il "normale" senso civico -, ma che vale la pena sottolineare come buon esempio. Anche perché spesso, anche con le migliori intenzioni, nell'immediatezza di un crimine che dura comunque pochi secondi, non tutti hanno la prontezza di capire cosa succede ed intervenire tempestivamente.

Yassin, invece, è scattato subito all'inseguimento. Passava in macchina, ha accostato ed è partito. Il giovane non è nato in Italia, ma di fatto ci è cresciuto dal momento che si trova qui da 15 anni. Spiega quei momenti: "Ero appena uscito dal lavoro, stavo rientrando a casa, quando ho sentito le urla di una donna, mi sono girato e così ho visto un ragazzo che scappava. E' stato un attimo, non ci ho pensato".

Yassin è partito all'inseguimento dello scippatore che fuggiva in bicicletta ed è riuscito a strappargli la refurtiva. "La signora mi ha ringraziato tantissimo, voleva offrirmi un caffè, ma io avevo l'auto in mezzo e stavo rientrando a casa, per cui non ho accettato. Per me questo non è un gesto da eroe, credo che chiunque sarebbe dovuto intervenire. Io ho agito d'istinto, senza avere paura, perchè credo che chi scippa una donna sia un debole".


Yassin, originario di Casablanca, è in italia da 15 anni, da 6 lavora in un impianto di smaltimento dei rifiuti. Gli chiediamo - ragionando sulla sua vita a Forlì - se gli è mai capitato di essere stato vittima di episodi di razzismo, e con la stessa franchezza risponde: "Sì, un sacco di volte, ma io non ci faccio più caso ormai. So che in ogni paese ci sono i buoni e i cattivi, ma vedo che si tende a generalizzare". Qui in citttà non c'è solo il suo lavoro, ma anche la sua vita e le sue passioni: da 2 anni il giovane sta  tentando di mettere a frutto una sua passione: "Faccio rap. Compro le basi e su queste costruisco i testi. Vorrei far uscire il mio primo disco, che ancora non ha un titolo. Per ora mi produco da solo".

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