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Foto di repertorio

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Scuola a distanza, ha 5 figli e un solo computer: "Costretti a decidere chi non farà lezione"

Famiglie numerose e diritto allo studio: Jessica è madre di cinque ragazzi. Una situazione davvero difficile in cui la mancanza di mezzi tecnologici adeguati rischia di compromettere il diritto allo studio

Cinque figli in età scolare e un solo computer: è questa la sfida che mamma Jessica e la sua famiglia stanno affrontando. Una famiglia numerosa è il sogno di molte persone, ma quando si è bloccati in casa per colpa del coronavirus e le lezioni a distanza si accavallano l'un l'altro, si deve per forza decidere chi quel giorno non farà lezione. E se i ragazzi (di 18, 15, 13, 12, 11 anni) sono tutti DSA, cioè con disturbi specifici dell'apprendimento: dislessia, discalculia, disgrafia, la situazione è ancora più drammatica, perché non sempre i video da guardare e gli esercizi che vengono assegnati come compiti a casa sono applicabili per loro.

"Io sono casalinga e ho sempre seguito io i miei figli - dice Jessica con orgoglio -, ma una situazione così è davvero difficile. Essendo ragazzini, poi, per loro è molto stressante: hanno preso questa situazione come una vacanza, non riescono a capire che la scuola continua anche così. Anche mio marito è a casa, ma non avendoli mai aiutati nei compiti, fa fatica a capire fin dove possono arrivare da soli." Una situazione veramente complessa, che Jessica ha già tentato di risolvere rivolgendosi alla scuola frequentata dai suoi figli. "Sono stati molto gentili e hanno detto che mi forniranno un computer, ma questo significa comunque che tre dei miei figli non potranno seguire le lezioni. Penso che dovrebbe esserci più supporto a favore delle famiglie numerose come la mia."

Nonostante i pensieri, Jessica è serena: "Prima ero sempre di corsa, fra scuola, doposcuola e gli sport non potevo mai stare ferma. Ora che invece anche mio marito è a casa possiamo goderci un po' di più la nostra famiglia. I nostri bambini sono stati tutti cercati, ed è come se fosse Pasqua ogni giorno, almeno per noi!" Eppure, come è naturale per una madre, non riesce proprio a rassegnarsi all'idea che i suoi figli non possano seguire in modo continuativo le lezioni. "Lo stato non riconosce più i dsa come bisognosi di un insegnante di sostegno", spiega paziente. "Un paio di giorni alla settimana frequentano un doposcuola. Solitamente vengono facilitati nelle interrogazioni e nei compiti. Ma in questa situazione di facilitazioni ce ne sono ben poche. Tutto ricade su di me."

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