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Cronaca

Scuole, a Forlì la prima elementare bilingue: parte la sperimentazione

“Tradizione e innovazione educativa si uniscono per mettere al centro il bambino con i suoi bisogni, i suoi talenti, le sue relazioni”, recita la presentazione

Arriva a Forlì la prima scuola elementare bilingue, basata sulla “scuola del gratuito”,pedagogia elaborata e sperimentata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII da oltre vent’anni. “Tradizione e innovazione educativa si uniscono per mettere al centro il bambino con i suoi bisogni, i suoi talenti, le sue relazioni”, recita la presentazione. Il progetto sperimentale apre le porte alla Scuola parificata Santa Dorotea, spiega Elena Pulitini, membro storico della Papa Giovanni, a Forlitoday: “Il bilinguismo consiste nell'introdurre, oltre all'Inglese 'classico', 7 ore di materie curriculari insegnate in lingua e 5 ore settimanali con un insegnate madrelingua. Questa sperimentazione è già stata portata avanti in Lombardia ed ha permesso agli studenti che uscivano dalla scuola elementare di avere livelli di Inglese che normalmente si raggiungono alle superiori”. Il progetto sperimentale sarà varato inizialmente su una sezione della Scuola primaria. “Le iscrizioni sono già aperte per il prossimo anno scolastico - conferma Pulitini - invitiamo i genitori a venire da noi per vedere la scuola, parlare e poi per mettere a punto una retta personalizzata”. 

CHE COS'E' LA SCUOLA DEL GRATUITO - “La “scuola del gratuito” è un progetto pedagogico che si pone come obiettivo un’educazione capace di liberare la scuola e la società dai disastrosi condizionamenti della cultura del “profitto”. Essa - si legge sul sito dedicato - pone al centro della sua pedagogia la motivazione naturale e gratuita di ogni giovane a crescere e sviluppare i suoi doni; promuove  perciò un sapere interiorizzato e critico, la cooperazione educativa tra tutti i soggetti scolastici, la partecipazione degli studenti all’organizzazione e alla gestione della scuola stessa. Poiché la “scuola del gratuito” si preoccupa  in primo luogo di educare, la famiglia assume un ruolo attivo sia dal punto di vista progettuale che valutativo. Essa non è più cliente di un’azienda che produce istruzione ma vero partner educativo. Gli insegnanti non si concepiscono più docenti ma educatori e pertanto non possono che formare un’ affiatata equipe pedagogica in continuo dialogo tra loro e con le famiglie”. 

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