Scuola, il sindaco: "Più di 10mila studenti in presenza in aula". Ma la ripartenza è una stangata per il Comune

La comunità scolastica forlivese, dagli asili nido fino alla scuola superiore, si appresta a tornare a scuola. Si tratta di un rientro negli edifici scolastici dopo ben 6 mesi di distacco fisico

La comunità scolastica forlivese, dagli asili nido fino alla scuola superiore, si appresta a tornare a scuola. Si tratta di un rientro negli edifici scolastici dopo ben 6 mesi di distacco fisico da banchi, aule e compagni di classe. Un fatto, non solo simbolico, che riguarda nella città di Forlì una comunità costituita da circa 20mila studenti, così suddivisi: 788 negli asili nido e nei servizi 0-3 anni, 2.583 delle scuole materne, 4.943 delle scuole elementari, 3.385 delle scuole medie e circa 9.000 delle scuole superiori. E' quindi la principale “prova di ritorno alla normalità” dopo la riapertura delle aziende dopo il lockdown.

VIDEO - Ecco le nuove aule a prova di covid-19: il tour di ForliToday

“Sono emozionata, dopo mesi di lavoro estenuante, fatto da tutti senza guardare a orari e con grande senso di responsabilità, ora ci siamo”, premette l'assessore alla Scuola Paola Casara, che ha fatto da regista negli ultimi mesi in questa complessa partita. “E' stato fatto un lavoro immane in questi mesi estivi, come un vecchio sarto, trovando soluzioni scuola per scuola e non applicando a tutti la stessa soluzione. La macchina comunale ha dato il meglio di sé stessa e invito tutte le famiglie a tenere in considerazione le difficoltà dell'anno che sta per iniziare”, aggiunge il sindaco Gian Luca Zattini.

La situazione delle Scuole superiori: le linee bus potenziate

Tutte lezioni in presenza

Il primo cittadino sbandiera il risultato finale: “A Forlì le scuole partono con i bambini tutti presenti in aule scolastiche”. Una dichiarazione che un anno fa avrebbe fatto sorridere per la sua banalità, ma che ora assume tutt'altro significato (escluse da questo ragionamento sono le scuole Superiori, di competenza della Provincia, che attuano quasi tutte didattica mista, a distanza e in compresenza). Garantire questo risultato, infatti, spiega Zattini, “è costato a Forlì qualche milione di euro”. Non solo, la ripartenza viene garantita in modo uniforme a parità di servizi pre-covid. E quindi ci saranno regolarmente gli scuolabus, il trasporto disabili, il pre- e il post-scuola, la mensa scolastica, il tempo pieno e i rientri pomeridiani per chi già li aveva. Ci sono 9 classi di due scuole che, però, non potranno andare nel proprio plesso: 4 della scuola media “Maroncelli” che vanno al seminario vescovile e 5 della scuola elementare Livio Tempesta (Cava) che vanno nella parte posteriore della scuola elementare Melozzo, in via Cecere. Per entrambe vengono approntate navette gratuite.

I costi della ripartenza 

Il conto di quest'anno scolastico sarà salato per il Comune di Forlì, proprietario di 79 edifici scolastici, una cittadella nella città. Tanto per citare alcuni costi: tra sanificazioni e riorganizzazione dei pasti, le mense costeranno mille euro in più al giorno (circa 200mila euro nell'anno scolastico), gli interventi di edilizia leggera (29 cantieri) sono costati 520mila euro (coperti da fondi statali), i maggiori affitti 100mila euro (anche questi da fondi statali), il pre- e post-scuola raddoppiano nei costi (200mila euro in più), anche i conto del trasporto integrativo sale di circa 300mila euro. Sul fronte del personale sono state assunte 9 persone in più. “In tutto questo non crescono i costi richiesti alle famiglie, anzi ci sono dei bonus come i rimborsi per 4 mesi di trasporto scolastico non fruito lo scorso anno e i servizi pre- e post-scuola gratuiti per le classi che vengono trasferite di sede. Non in tutti i Comuni vengono erogati gli stessi servizi di prima e agli stessi costi”, rileva Casara.

Pre- e post-scuola, cosa cambia

“I servizi integrativi,importanti per le famiglie, per accogliere i bambini dalle 7,30 e tenerli fino alle 15, è stato il servizio più difficile da riorganizzare, dato che sono luoghi in cui i bambini di classi diverse si mischiano. Ma siamo riusciti a riorganizzarli in gruppi più piccoli, anche se servirà più personale”, spiega Patrizia Zanobi, dirigente del servizio Scuola del Comune. 

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Le nuove aule di lezione

Non solo banchi monoposto, le aule sono state già attrezzate per le nuove esigenze di distanziamento. I 29 interventi di “edilizia leggera” sono stati diretti ad allargare aule, ricavarne altre da atri e spazi non utilizzati, anche mediante armadi e pareti mobili (per esempio alla Bersani). Sono state riattivati ingressi secondari e realizzati nuovi percorsi pedonali. “Siamo intervenuti, così che in ogni ambiente recuperato sia garantita la sicurezza, la luminosità e il benessere”, spiega dirigente tecnico per gli edifici comunali Foca. 

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