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Hikikomori, disagio giovanile e ritiro dalla vita sociale: i Licei forlivesi insieme contro l’abbandono scolastico

Progetto contro la dispersione scolastica del Liceo Artistico Canova, Liceo Classico e Scientifico, finanziato con i fondi del Pnrr

Contrastare la dispersione scolastica attraverso percorsi di supporto per gli studenti e per le famiglie. E’ un progetto a sei mani quello che coinvolge il Liceo Artistico Canova, il Liceo Classico G. B. Morgagni e il Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci e che ha come obiettivo quello di arginare la tendenza, emersa in modo più evidente dopo la pandemia, ad allontanarsi dalla scuola. 

Una dispersione che può essere esplicita, in caso di abbandono vero e proprio degli studi, ma anche implicita - il cosiddetto “guscio vuoto” - che comporta una difficoltà di apprendimento da parte degli studenti che non riescono ad acquisire le competenze di base necessarie e proprie del percorso scolastico. Si tratta di forme di “ritiro” dalla vita sociale, e quindi anche scolastica, in cui i ragazzi tendono a chiudersi e a isolarsi, fino a raggiungere forme estreme come quelle rappresentate dal fenomeno degli Hikikomori, ragazzi giovani e giovanissimi rinchiusi nella propria abitazione per lunghi periodi. 

Nasce da qui, su impulso del Liceo Canova, il progetto che coinvolgerà circa 160 studenti dei tre istituti e che prevede percorsi di mentoring, ovvero di supporto individuale rivolti a chi ha particolari fragilità o vere e proprie situazioni di ritiro sociale (64 casi), percorsi di potenziamento delle competenze di base e di motivazione in piccoli gruppi, ma anche percorsi di orientamento e formativi con il coinvolgimento delle famiglie. 

Tutto questo è possibile grazie ai fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per un importo di 132 mila 340 euro. L’iniziativa che vede la collaborazione dei tre istituti, è stata presentata dalla dirigente del Liceo Canova, Electra Stamboulis, del Liceo Classico Marco Lega e del Liceo Scientifico Susi Olivetti. Presente anche la sindaca di Forlimpopoli e consigliera provinciale, Milena Garavini, e Alessandra Prati dell’Ufficio scolastico provinciale.

“Grazie ai fondi che abbiamo ricevuto - spiega Electra Stamboulis - andiamo a rafforzare azioni che di norma la scuola mette in atto, ma che ora possono avere una spinta propulsiva nel contrasto alla povertà educativa, che non coincide con quella economica, per sostenere le fragilità degli studenti e delle famiglie e per accompagnarli in un percorso di crescita. Siamo un territorio ricco di opportunità ma molti nostri alunni provengono da zone depauperate, in cui manca la biblioteca, il centro aggregativo o un pullman che li porti nelle città vicine, per questo abbiamo chiesto un potenziamento del trasporto pubblico. L’obiettivo è anche quello di ristabilire livelli di uniformità tra i territori”. 

“In questi anni stanno arrivando alla scuola risorse importanti che implicano però nuove sfide e nuovi sforzi - dice Marco Lega -. La società che sta cambiando e due anni di pandemia hanno fatto emergere situazioni di ritiro sociale e di rischio alle quali la scuola tradizionale non era preparata, penso al caos degli Hikikomori, e dunque servono nuovi strumenti”. 

“Siamo molto soddisfatti di questo progetto in rete - dice Susi Olivetti -. Desideriamo che i nostri studenti capiscano che la scuola non è solo il luogo della valutazione ma il luogo del loro valore e della crescita e in epoca post covid questo è ancora più importante. Questi nuovi percorsi vanno a potenziare una sensibilità che già era presente nelle nostre scuole c’era già, ora abbiamo l’opportunità di dare nuove risposte, anche insieme alle famiglie”.

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