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Esposto sulla 'Nave', la scuola: "Abbiamo solo assicurato il bene dei bambini più fragili"

La scuola, quando è partita la “zona rossa” anche a Forlì, vale a dire l'8 marzo, ha concesso a 28 bambini figli di categorie essenziali come operatori sanitari e forze dell'ordine di frequentare in presenza, fino allo 'stop' imposto dal Comune 3 giorni dopo

“Riteniamo di aver operato con coscienza e responsabilità nel rispetto delle norme vigenti - talvolta di difficile interpretazione - per assicurare il bene dei bambini, soprattutto di quelli più fragili e bisognosi, con massima attenzione alla tutela della salute e alla prevenzione della diffusione del contagio. Siamo dispiaciuti se il nostro agire non è stato compreso e ha messo in difficoltà qualcuno. Cogliamo volentieri l'occasione per fare chiarezza e proseguire, sempre pronti a correggerci in un dialogo proficuo ed efficace con le famiglie e con gli uffici dell'amministrazione comunale”: è con queste parole che la cooperativa 'Tonino Setola Onlus', gestore della scuola 'La Nave' di Coriano interviene sul caso che ha tenuto banco lunedì pomeriggio in Consiglio Comunale, con il centro-sinistra che ha chiesto al sindaco di segnalare quanto accaduto in un esposto all'autorità giudiziaria e ventilato un “conflitto di interesse” della consigliera comunale Elena Morra, che è dirigente scolastico della 'Nave'.

La scuola, quando è partita la “zona rossa” anche a Forlì, vale a dire l'8 marzo, ha concesso a 28 bambini figli di categorie essenziali come operatori sanitari e forze dell'ordine di frequentare in presenza, fino allo 'stop' imposto dal Comune 3 giorni dopo, sull'onda di alcune proteste di famiglie che non hanno avuto questa possibilità. Tale possibilità, già attuata in alcune regioni come la Lombardia, era stata indicata come possibile il 4 marzo dal Ministero dell'Istruzione, e revocata dallo stesso ministero il 7 marzo. Per la nota della scuola 'La Nave', che copre tutte le fasce d'età dall'asilo nido alla scuola media, in quei giorni però erano “in presenza solo alcuni alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, insieme a qualche altro bambino per garantirne l’“effettiva inclusione” richiesta dalla legge”. Si tratta di 15 studenti con difficoltà e 28 altri figli delle categorie inizialmente derogabili.

Continua la nota della Nave: “Nei giorni successivi al 2 marzo 2021 si sono susseguite informazioni e smentite sulla sospensione delle attività scolastiche in presenza e sulle varie deroghe ammesse. Tra queste vi è la norma che prevede la didattica in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. E da lunedì 8 marzo le Scuole La Nave (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) hanno accolto questi alunni, una quindicina in tutto. È invece rimasto completamente chiuso il Nido”.

“Ci siamo chiesti come favorire “l’effettiva inclusione” - dice Roberto Melandri, presidente della Cooperativa Tonino Setola -. Come chiarito in seguito anche dalla Nota Miur del 12 marzo le istituzioni scolastiche non devono infatti “limitarsi a consentire la frequenza solo agli alunni e studenti in parola”: lasciare a scuola - da soli - alunni con disabilità e bisogni educativi speciali non realizza affatto l’effettiva inclusione che le norme indicano”. Il riferimento è a una nota successiva del Ministero che ha in un qualche modo reso possibile quanto alla Nave avevano già applicato l'8 marzo, sebbene in quel momento l'indicazione del Ministero era di segno opposto.

“Per consentire la presenza a scuola di altri alunni insieme ai primi – conclude Melandri - abbiamo valutato di chiedere prioritariamente ai genitori maggiormente impegnati nella lotta contro la pandemia: personale sanitario e forze dell’ordine. Un numero ridotto di richieste (circa 30, suddivise su 4 scuole) ci ha così permesso di realizzare accoglienza e inclusività nelle varie scuole per gli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali”.

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