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Villafranca, genitori in protesta: "In prima media una classe da 31 alunni"

"Da mesi a Villafanca, l'associazione genitori del plesso scolastico ed il comitato di quartiere si stanno battendo contro scelte ingiuste sulla formazione delle classi in particolare della prima media"

"Da mesi a Villafanca, l'associazione genitori del plesso scolastico ed il comitato di quartiere si stanno battendo contro scelte ingiuste sulla formazione delle classi in particolare della prima media" inizia così l'intervento di Euro Camporesi, coordinatore del quartiere Villafranca, in merito alla formazione delle classi in prima media. Ma l'amministrazione scolastica, in collaborazione con l'assessore alla pubblica istruzione del Comune di Forlì, pare non volerci sentire: "hanno formato una classe di 31 alunni, in contrasto e contro ogni disposizione di legge in materia di diritto all'istruzione ed alla formazione delle classi".

"Cosa si può pensare? - dice Camporesi - Si vuole punire la legittima richiesta degli adulti responsabili della istruzione dei propri figli, attraverso il disagio e la difficoltà di dare un insegnamento corretto agli studenti forzando situazioni di invivibilità scolastiche".

"Perché non si sono volute ascoltare le legittime richieste del comitato genitori, perchè sono state create le condizioni affinchè dei 46 alunni di bacino, ne rimanessero solo trenta (oggi trentuno), perchè altri alunni che richiedono di frequentare la scuola di Villafranca vengono dirottati altrove, perchè anche davanti ad alunni con disabilità si vogliono creare le condizioni di abbandono scolastico, perchè si predispongono progetti per nuovi bacini scolastici ( comprensivi scolastici), senza attivare uno sportello di ascolto e partecipazione degli utenti del servizio scuola, delle famiglie, del territorio, dei quartieri, delle circoscrizioni, di chi vive il territorio, dei sindacati della scuola?"


"Quanti altri perchè si potrebbero ancora formulare, certo è facile nascondersi dietro le convenzioni ed i numeri, ma gli esseri umani non possono essere misurai sui numeri e la dignità dei bambini dovrebbe prevalere agli interessi puramente economici e di carriera di chi è chiamato a dirigere. Ancora una volta è la scuola, è l'istruzione a pagare, le tante belle parole sull'istruzione di cui ci si lava la coscienza, la scuola che è il futuro della società, la scuola dei dirigenti di domani......bell'esempio che diamo" conclude amaro Camporesi.

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