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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Scuole chiuse per ordinanza del sindaco, le vacanze natalizie si allungano di un giorno per circa 1.700 studenti

Per non riaccendere gli impianti di riscaldamento per pochi alunni, dopo il lungo stop delle vacanze, è arrivata quindi l'ordinanza dettata dal risparmio energetico

Con un ordinanza, il Comune di Forlì ha deciso la chiusura delle scuole il 7 gennaio, per cui il rientro sui banchi, dopo le vacanze natalizie, sarà per tutti gli studenti delle scuole elementari e medie il 9 di gennaio. Il termine di ripresa delle lezioni, secondo il calendario scolastico regionale, è stato fissato infatti per il giorno successivo all'Epifania, e quindi appunto il 7 gennaio, che però è un sabato, giorno in cui non si fa lezione per la gran parte degli studenti, ma non per tutti. Nel Comune di Forlì, infatti, 74 classi tra elementari e medie fanno scuola il sabato, più di 1.700 studenti. Sono però 279 le classi che hanno l'orario scolastico organizzato con la settimana corta.

Per non riaccendere gli impianti di riscaldamento per pochi alunni, dopo il lungo stop delle vacanze, è arrivata quindi l'ordinanza dettata dal risparmio energetico, che parifica al 9 gennaio il rientro a scuola per tutti. Una soluzione che, però suscita i dubbi della Cgil e del sindacato di categoria Flc-Cgil: “Avremmo voluto che il 7 gennaio fosse un giorno di chiusura delle scuole già previsto dal calendario scolastico deliberato a giugno dalla Regione Emilia Romagna, ma ci inquieta il rischio di precedente creato da questa ordinanza sia nel metodo perché frutto di scelta unilaterale, sia nel merito perché fa presagire nell’immediato futuro altri sabati di chiusura per ridurre i costi del riscaldamento”.

“Non si considera il disagio a cui dovranno ricorrere i genitori che il sabato lavorano. Continuiamo a chiederci quando si smetterà di considerare la scuola come un costo e  una spesa da tagliare e si inizierà finalmente a considerarla una risorsa”. Sempre la Cgil.

“Non siamo dunque contrari in sè alla chiusura ma al metodo e alle motivazioni addotte. Infatti fermo restando che siamo convinti della necessità di intraprendere in forma stabile iniziative e comportamenti volti alla riduzione dei consumi energetici e degli impatti ambientali, ci dispiace però prendere atto che ancora una volta è sulla scuola che si risparmia, una scuola dove spesso abbiamo registrato e segnalato proprio in materia di energia la necessità di fare investimenti considerato che ci sono scuole con impianti obsoleti o malfunzionanti dove  alunni e docenti hanno denunciato temperature pari a 13 gradi”.

E conclude la nota della Cgil: “Visto il ruolo che la Scuola ha per la comunità, riteniamo grave che una decisione del genere  sia stata assunta senza aver considerato le ricadute sugli alunni, sulle famiglie, sul personale scolastico e soprattutto, nel doveroso rispetto dell’autonomia scolastica, non sia stato intrapreso preventivamente un percorso di confronto e condivisione con l’Ufficio Scolastico Regionale, Provinciale e gli organi collegiali singole istituzioni scolastiche”.

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