Sede Inps, il grido d'allarme dei sindacati: "Grave carenza di personale e servizi a rischio"

Cgil, Cisl e Uil: "Dopo i pensionamenti a Forlì Cesena sono arrivate solo 10 nuove unità a fronte delle 3507 nuove assunzioni in tutta Italia"

I sindacati Cgil, Cisl e Uil riaccendono i riflettori sulla situazione dell'Inps, mettendo nel mirino ancora una volta la carenza di personale. il Comitato di gestione della sede Inps di Forlì Cesena ha incontrato tutte le parti sociali per illustrare e chiarire la situazione presente all’interno dell’Istituto. "Da tempo denunciamo - scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil - come organizzazioni sindacali Confederali e di categoria come i tagli ai servizi pubblici comportino gravi disservizi ai cittadini. Va evidenziato che l’età media del personale INPS Forlì Cesena è di 57 anni e che l’istituto ha visto la fuoriuscita di dipendenti a fronte del raggiungimento dei requisiti pensionistici, situazione che si è accentuata fortemente grazie alla possibilità di un certo numero di operatori di accedere alla quota 100. Alla situazione attuale dobbiamo aggiungere che nei prossimi tre anni 35 unità raggiungeranno i requisiti per accedere al trattamento pensionistico". 

I sindacati lanciano l'allarme: "Questo comporterà a breve una situazione di impossibilità di mantenimento dei servizi finora forniti nelle varie sedi provinciali che è giusto ricordare sono Forlì direzione provinciale, Cesena agenzia complessa e Savignano sede territoriale. L’Inps provinciale è stata per lungo termine sede sussidiante, ovvero lavorava pratiche per altre province mentre già dal mese di settembre ha cessato questa attività e da inizio anno diventerà sede sussidiaria, ovvero sarà costretta a inviare pratiche in lavorazione presso altre sedi".

Come spiegano Cgil, Cisl e Uil: "Questa realtà da tempo prevista e conosciuta non ha però trovato riscontri adeguati nell’assegnazione di nuovo personale. A Forlì Cesena sono arrivate 10 nuove unità a fronte delle 3507 nuove assunzioni effettuate dell’Istituto in tutta Italia. È altrettanto importante ricordare che i nuovi ingressi erano addirittura 7 prima che il comitato a maggio del corrente anno facesse presente alla Direzione Regionale della inadeguatezza del turn over". "Esistono anche altri due capitoli di alta criticità nel territorio che i medici direttamente dipendenti dell’Ente, ne è rimasto soltanto uno che andrà in pensione a febbraio, così non solo a Forlì Cesena  ma in tutta la  Romagna non ne sarà presente nessuno. Anche sul tema ispettori le cose non vanno meglio, a oggi la provincia ne ha a disposizioni soltanto uno, situazione che di certo non permette una sufficiente attività di tutela".

I segretari generali di Cgil Maria Giorgini (Forlì) e Silla Bucci (Cesena), Cisl Romagna (Francesco Marinelli), e Uil Forlì (Enrico Imolesi) e Uil Cesena (Marcello Borghetti) sottolineano "con grande preoccupazione" che “il quadro evidenzia chiaramente che nel giro di pochi mesi le sedi Inps del territorio non saranno più in grado di offrire né la stessa qualità del servizio e forse nemmeno gli stessi servizi offerti finora. Tale situazione avrà delle ricadute soprattutto verso i soggetti più fragili, che sono quelli che più si rivolgono alle prestazioni dell’Ente e nei confronti dell’attuale personale il quale si trova costretto a sopperire con carichi di lavori eccessivi alla inadeguatezze della struttura.” 

Come Cgil, Cisl e Uil "raccogliendo anche le preoccupazioni delle categorie di riferimento, siamo preoccupati. Riteniamo tale situazione inaccettabile ingiusta e iniqua e pertanto chiediamo con forza a tutte le istituzioni politiche sociali ed imprenditoriali di unirsi a noi nel chiedere che vengano al più presto riadeguati gli organici e ripristinata una condizione di normalità".

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