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Martedì, 31 Gennaio 2023
Sedicicorto 2022

Sedicicorto nelle scuole, le recensioni dei ragazzi: "Anche i soldati festeggiano quando sperimentano pace e libertà"

"MenoD5" è una selezione di cortometraggi di ogni genere con durata non superiore a 5 minuti. Sono film che trattano principalmente di attualità e tematiche sociali

Anche quest'anno Sedicicorto Forlì International Film Festival dedica una specifica attenzione agli studenti del territorio. "MenoD5" è una selezione di cortometraggi di ogni genere con durata non superiore a 5 minuti. Sono film che trattano principalmente di attualità e tematiche sociali. I film sono presi in esame e valutati da studenti delle scuole medie e superiori, con recensioni e dibattiti in aula. ForlìToday pubblica a puntate una selezione di queste recensioni degli studenti.

Abili a vivere

Racconta il percorso di una persona che, dopo aver subito un trauma cranico, trova varie difficoltà sia a livello fisico che a livello mentale e di come quest'ultima venga aiutata da chi le sta intorno per uscire da questa sorta di loop mentale formatosi per via del trauma cranico che conseguentemente le porterà via l'autonomia che prima possedeva. In primis il design e la strutturazione del corto è saltata molto all'occhio. Un viaggio di 3 minuti pieno di significato, spiega come tali difficoltà fisiche o mentali che siano possano essere superate e "decimate" grazie all'aiuto di personale qualificato e di persone degne di essere chiamate famiglia.

Inoltre viene mostrato come ci siano delle ricadute mentali da parte del soggetto che "cade" in una sorta di malessere mentale da cui difficilmente pensa di uscire. Illustra ogni tipo di conseguenze dovute al trauma: la perdita totale della propria autonomia che comporta un dislivello mentale e fisico, come ad esempio l'incapacità di coordinare i movimenti fisici con il pensiero, c'è quindi un distacco tra mente e corpo dovuto al danneggiamento di un'area del cervello il cui compito è quello di coordinare i movimenti. 

Personalmente l'ho trovato toccante e pieno di significato che sicuramente è riuscito a trasmettere in ogni sua sfumatura. Nonostante sia un messaggio corto è comunque e sarà comunque in grado di insegnare qualcosa a chi ne prende visione, può essere di spunto e d'aiuto a tante persone, a chi ne soffre, a chi ne ha sofferto. Credo che questo corto sarà comunque abile ad arrivare ai suoi interlocutori.

Emma Montanari, 4AU, Classico Scienze Umane

Elevator Alone

Quattro persone, in un ascensore. Ciascuno di loro, una volta entrato, si concede alla propria, personale e pazza gioia. Dal ballo, al trucco, dalle sconcezze al divertimento, mostrano a sé la propria personalità. Poi, quando si trovano insieme, il silenzio prevale, in compagnia ad un pizzico di vergogna che non fa mostrare quel lato di sé che prima li aveva caratterizzati, perché facilmente giudicabile dagli altri.  Il corto trasmette l'idea della libertà della solitudine. Come uno si senta libero da solo, e come si senta in gabbia invece davanti agli altri, in certe imbarazzanti situazioni. 

Rebecca Gagliardi, Ettore Babbini, Ettore Montanari, Davide Babbini, Lorenzo Improta, Elisa Yu, 3B, Scuola Media Palmezzano

Green

La realizzazione del corto mi è piaciuta veramente tanto perché è molto realistica. L'inizio molto allegro che diventa drammatico quando si pone l'attenzione sugli occhi tristissimi dell'orango che guardano la sua foresta distrutta. È uno sguardo che purtroppo va oltre il presente.

Romano Iqbal, 3F, Scuola Media Zangheri

War and color

Il corto è ambientato durante la guerra in Iran. Parla di come i bambini vivano nel terrore del bombardamento, anche se riescono comunque a giocare a palla. Alla fine il potere dell'innocenza e di e di un innocuo pallone riescono a vincere sul potere distruttivo delle bombe. Anche i soldati, che pensavano solo a combattere, festeggiano quando sperimentano pace e libertà.

Pietro Forti, 3B Scuola Media Zangheri

Pink

Oggi viviamo in una società misogina. L’uomo non ha la più pallida idea con cosa noi conviviamo ogni mese: quando per caso ci sporchiamo i pantaloni, chi ha il diritto di deriderci o giudicarci? Nessuno. Ci troviamo ancora nel periodo in cui parlare di ciclo è un tabù, come se non fosse la normalità. Il peggio, però, è quando credono di poter decidere come farci vivere la nostra vita. Tirare uno schiaffo serve a poco, non farà cambiare idea su chi siamo e quello che vogliamo fare. Credere di imprigionarci vi rende solo esseri più piccoli di quel che già siete. Questo cortometraggio rappresenta benissimo il periodo in cui ci troviamo, ipocrita e divisivo, in cui la felicità si trova a fatica, nemmeno scavando nei luoghi più profondi.

Agata Mordenti, 1Q, ITE Matteucci

Pink

Il cortometraggio mi ha fatto aprire gli occhi: non essere felice può capitare a tutti quanti, ma per una donna che cresce in questa società è ancora più complicato. Vediamo la felicità nella maggior parte delle attenzioni da parte degli altri, ma spesso la ricerca di questa felicità si trasforma in una bestia che non fa dormire la notte, facendoti dire “perché non posso essere felice anche io?” oppure “cos’ è che non va in me?”. La ragazza pensava di aver trovato la felicità nel compagno, invece ha trovato solo disperazione. Alla fine non importa cercare la felicità negli altri perché prima di tutto si trova in sé stessi.

Nicole Balzani, 1 Q, ITE Matteucci

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