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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Forlimpopoli

La Segavecchia 'vince' la burocrazia: "Torniamo alla versione in grande stile"

La Segavecchia è tradizione e per questo gli organizzatori sono impegnati quest'anno anche a costituire un archivio storico di immagini e materiale sulle passate edizioni

Dopo un’edizione, quella 2018, vissuta in tono minore a causa dei numerosi adempimenti posti dalla burocrazia, torna dal 24 al 31 marzo 2019 la Segavecchia. Mirco Campri, presidente dell’Ente folkloristico e culturale forlimpopolese che da anni organizza la kermesse di metà Quaresima presenta le novità: "Saranno molteplici, anche se la vera novità sarà paradossalmente che, torneremo a fare la Segavecchia nella sua versione più ricca e originale. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla caparbietà di chi ci ha creduto fermamente e ha investito il proprio tempo per salvare la manifestazione. È stato un lavoro impegnativo al quale hanno concorso e nel quale ci hanno sostenuto in tanti, in primo luogo la città. Così oggi possiamo affermare senza tema di smentita che tutto il lavoro svolto insieme riporterà già da quest’anno la Segavecchia ai suoi antichi splendori". Tutto questo mentre dalla vicina Forlì arriva la notizia che la festa di Carnevale sarà annullata per la seconda volta consecutiva.

La Segavechia è tradizione e per questo gli organizzatori sono impegnati quest'anno anche a costituire un archivio storico di immagini e materiale sulle passate edizioni. "Lo scorso anno – precisa Mirco Campri – , quando cercavamo di ricostruire la storia della Segavecchia per farne comprendere la sua grande importanza culturale, ci siamo resi conto che, oltre alla tradizione orale, oltre ai tanti racconti sulle edizioni passate, non esisteva altro che potesse essere utilizzato per la comunicazione o per essere mostrato alla gente. Abbiamo allora pensato di rafforzare il filo diretto già esistente tra la Segavecchia e Forlimpopoli, chiedendo a tutti di andare a rovistare in cantina e nei cassetti alla ricerca di materiale riguardante la storia della manifestazione. Abbiamo chiesto ai forlimpopolesi di lavorare insieme per ricostruire un archivio storico di quello che è stata la Segavecchia. Ad esempio sarebbe interessantissimo rintracciare maschere del passato che non esistono più come i “mascheroni” che altro non erano che enormi fantocci che potevano avere più teste o più braccia e che venivano “indossati” da una singola persona fino agli anni quaranta del secolo scorso, maschere allora molto presenti nella nostra zona ma che ora non si trovano più". Il materiale reperito può essere consegnato a Camerachiara, via G. Matteotti, 12/D, Forlimpopoli, oppure alla redazione di Diogene, viale Gramsci, 34, Forlì.

"Altro obiettivo che quest’operazione di riscoperta del passato si pone – continua il presidente dell’Ente folkloristico e culturale – è di raccogliere le storie delle famiglie più longeve dei giostrai. Alcune di queste partecipano alla Segavecchia da oltre cent’anni, quando a Forlimpopoli si arrivava non col camion ma con gli animali. In collaborazione con il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, cercheremo in futuro di raccogliere altro materiale per realizzare una mostra che faccia sì che la Segavecchia sia sempre più radicata e si collochi nella storia e nella tradizione di Forlimpopoli non solo per la sua parte ludica e chiassosa ma anche in un ambito storico-culturale riconosciuto a tutti i livelli".

Per quanto concerne la parte burocratica legata all’organizzazione dell’evento Mirco Campri specifica: "Le leggi non sono cambiate, anzi si stanno inasprendo ulteriormente. Oggi organizzare una manifestazione a un certo livello in Italia sta diventando un vero e proprio lavoro, al quale è necessario dedicarsi costantemente per tutto l’anno. L’edizione ridotta del 2018 c’è servita per studiare la situazione e cercare di metterci in regola sotto ogni punto di vista, per risolvere tutte le formalità e gli adempimenti necessari. Non ci siamo mai fermati, abbiamo trovato quaranta volontari che, investendo le proprie ferie personali, hanno sostenuto il corso antincendio richiesto, abbiamo trovato i volontari necessari per riuscire a fare la festa, abbiamo dato un’uniformità al materiale comunicativo".

Riguardo al programma, Mirco Campri preferisce restare sul vago per stimolare la curiosità degli interessati: "La presentazione della Segavecchia si terrà giovedì 21 marzo. Sarà una serata in cui porremo l’accento sul fatto che la Segavecchia è viva e vegeta e che torna più forte di prima, perché la burocrazia non l’ha uccisa ma al contrario l’ha rafforzata. A questa serata parteciperanno lo scrittore e antropologo Eraldo Baldini, Marco Viroli e Gabriele Zelli".

In riferimento ad altri eventi che si terranno nell’ambito della festa che, è bene ricordarlo, si svolgerà dal 24 al 31 marzo, il presidente dell’Ente organizzatore non si sbilancia più di tanto: «Per ora possiamo solo dire che le sfilate dei carri si svolgeranno nelle due domeniche: il 24 marzo due sfilate a partire dalle ore 15, mentre il 31 le due sfilate del pomeriggio, sempre dalle ore 15, e la sfilata notturna alle ore 22. Parteciperanno sette carri dell’Ente Folkloristico Forlimpopolese e due esterni, uno storico della Cosina di Faenza e un altro creato da un gruppo di ragazzi della Cava di Forlì, nato dalla fusione di preesistenti associazioni di varie provenienze. Avremo anche gruppi a piedi provenienti da ogni parte della Romagna, finanche da Comacchio. Infine va segnalata sin da ora una chicca di questa edizione: mercoledì 27 marzo il comico forlimpopolese Enrico Zambianchi ci onorerà e ci allieterà con l’anteprima del suo nuovo spettacolo».

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