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Venerdì, 27 Gennaio 2023
La tradizione / Forlimpopoli

L'antica festa che ha reso celebre Forlimpopoli: ufficializzate le date della Segavecchia

Il successo della Segavecchia sta nel fatto che non si tratta solo di una grande festa di giostre, musica e divertimento ma è anche un mezzo prezioso e insostituibile per tornare a trasmettere alle nuove generazioni le antiche tradizioni della nostra terra e i valori dell’incontro e della socialità

E' la nuova copertina sulla pagina ufficiale Facebook ad indicare le date dell'edizione 2023 della Segavecchia, una festa che, dalla notte dei tempi, ha reso celebre Forlimpopoli, una delle ricorrenze tra le più antiche di tutta la Romagna che, da centinaia d’anni, si festeggia a metà Quaresima e culmina con il taglio del grande fantoccio della vecchia, un rito propiziatorio con il quale vengono simbolicamente castigati tutti i mali dell'anno passato. L’antica festa ritornerà ad animare le vie e le piazze del centro storico della cittadina romagnola dal 11 al 19 marzo. Il programma deve essere ancora ufficializzato.

La leggenda

Il successo della Segavecchia sta nel fatto che non si tratta solo di una grande festa di giostre, musica e divertimento ma è anche un mezzo prezioso e insostituibile per tornare a trasmettere alle nuove generazioni le antiche tradizioni della nostra terra e i valori dell’incontro e della socialità. A ispirare la festa è una leggenda popolare che racconta che,nel Basso Medioevo, una giovane donna avesse trangugiato un intero salsicciotto. Il fatto di per sé veniale assunse una connotazione gravissima perché avvenuto in tempo di digiuno quaresimale, così la ragazza fu condannata a morte con una pena terribile: essere segata in due. Per non farsi riconoscere durante il suo passaggio per le vie del paese, si camuffò “vecchia”, sporcandosi il viso di fango, stracciandosi i vestiti, coprendosi di stracci e mettendosi sul capo con un fazzoletto annodato.

Nei giorni della festa di Quaresima trionferà a Forlimpopoli la genuina allegria di una comunità che desidera tornare a essere fedele alle proprie radici, perché la Segavecchia è patrimonio di tutta la collettività forlimpopolese. A darle vita, oltre all’Ente Folkloristico e Culturale, sono infatti gli abitanti della città insieme alla pubblica amministrazione, ai dipendenti comunali, alle forze dell’ordine, alla Protezione Civile, alle associazioni, ai gruppi e a tutti coloro che, con il loro sostegno, contribuiscono alla realizzazione, allo svolgimento e alla buona riuscita di una delle manifestazioni più attese e amate della Romagna. Dietro alla leggenda si nasconde un rito di passaggio, dall’inverno alla primavera, associato al culto della Terra Madre e della fertilità dei campi. Fertilità che si esprime nel dono dei dolciumi e della frutta secca che fuoriescono dal ventre segato della “vecchia” e che vengono offerti in dono ai bambini.

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