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Sentenza su calendari venatori. Bartolini (PdL): "Sono preoccupato"

Il calendario venatorio della Regione Abruzzo è stato giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Una sentenza, questa, che potrebbe avere riflessi negativi anche in Emilia Romagna

Il calendario venatorio della Regione Abruzzo è stato giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Una sentenza, questa, che potrebbe avere riflessi negativi anche in Emilia Romagna, dove il calendario è formalizzato attraverso una legge provvedimento proprio in questi giorni in discussione, e non con un atto amministrativo come ha indicato la Consulta con la sentenza numero 20 del 25 gennaio scorso.

“Sono particolarmente preoccupato per questa sentenza della Corte Costituzionale", interviene a proposito il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) dopo aver letto le motivazioni prodotte dai giudici costituzionali. “Lo dico come cacciatore e come amministratore: ancora una volta la politica anticaccia ha vinto grazie a delle sentenze che continuano a generare incertezze tra chi pratica l'attività venatoria. Mi chiedo se si sia pensato agli effetti che può generare questa sentenza. Se i calendari saranno approvati con un atto amministrativo, e non più con una legge come succede adesso, allora fioccheranno ricorsi e controricorsi al Tar e le associazioni animaliste potrebbero tenere sotto scacco tutto il mondo della caccia, impedendo, attraverso un ostruzionismo giudiziario, il normale svolgimento dell'attività venatoria. La caccia, invece, ha bisogno di certezze: leggi e norme chiare, che non cambino in continuazione. Ormai ad ogni mese c'è una novità e un adempimento burocratico nuovo che il cacciatore deve rispettare: lo dico da tempo, soprattutto in Emilia-Romagna un cacciatore ha bisogno del commercialista per poter rispettare tutto ciò che gli viene richiesto. Per poter sparare un colpo deve perdere giorni e giorni tra uffici, carte e timbri".

"E' assurdo che per praticare una passione si sia costretti a subire tutto questo - conclude Luca Bartolini - alla faccia della semplificazione e della libertà. L’Emilia-Romagna ricorra contro questa impostazione.".

 
 

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