rotate-mobile
Cronaca

La clochard non dorme più in galleria, la protesta: "E' stata sgomberata". La replica: "Le stiamo cercando una struttura di accoglienza"

La clochard che dall'inizio dell'estate dormiva sul selciato della galleria Saffi, tra corso Mazzini e il Palazzo delle Poste, da due notti non si fa più vedere lì

La clochard che dall'inizio dell'estate dormiva sul selciato della galleria Saffi, tra corso Mazzini e il Palazzo delle Poste, da due notti non si fa più vedere lì. A detta di alcuni residenti, che si sono presi cura di lei nelle ultime settimane - per quanto possibile - la 29enne è stata "sgomberata dalla polizia" e la donna, che viene indicata come affetta da problemi psichici, "non si fa più vedere" dopo quest'ammonimento, anche se di giorno è stata vista gravitare comunque nell'area di corso Mazzini. Il timore, quindi, è che abbia semplicemente trasferito la sua "residenza notturna" in qualche punto magari meno visibile ai passanti, ma più insicuro per lei e più difficoltoso da monitorare da parte del mondo del volontariato e dell'assistenza pubblica.

La Polizia Locale di Forlì conferma l'intervento, spiegando che però non si è trattato di uno "sgombero". Anzi, viene precisato che le diverse richieste di intervento giunte al comando dei vigili non erano tanto indirizzate all'eliminazione di un problema di degrado, quanto ad una richiesta di dare sostegno qualificato alla donna stessa. "E' stata avvisata che non può dormire lì, contemporaneamente le è stato fissato un colloquio coi servizi sociali per concordare con lei una sistemazione in una struttura locale", viene spiegato. Il Comune di Forlì agisce in aggiunta a quello di Bologna, dove la 29enne risiede e dove è già seguita dai servizi della sua città. Ma per fatti non ben chiari l'immigrata africana senza un tetto preferisce stare a Forlì, e vi fa ritorno anche quando le è stato dato un biglietto del treno per tornare a casa.

"Anche a Bologna le era stata offerta una soluzione per l'accoglienza, ma non è stata accettata", viene aggiunto. Adesso ci prova anche Forlì. Purtroppo non è un caso isolato: in molti casi i clochard scelgono di rifiutare soluzioni anche più confortevoli per loro - per disagio psichico, diffidenza, indigenza e difficoltà personali -  e l'opera degli operatori di strada spesso è basata sulla pazienza e su un lento convincimento. Come sempre, in questi casi, c'è anche l'altro risvolto, quello del degrado, come lo "spettacolo" di una donna che dorme sul pavimento in un letto di stracci a pochi passi da piazza Saffi, non solo in galleria Saffi, ma anche in altri posti dove bivacca, alcuni usati come lattrina a cielo aperto.

Intanto l'inverno è dietro l'angolo e per 'Tina', come la 29enne dice di chiamarsi, così come per altri clochard presenti in città presto dovrà scattare il piano di emergenza contro il freddo. Intanto ha trovato, in questi mesi, il supporto di un residente di galleria Saffi, Simone Pisano, che ha deciso di non voltare lo sguardo altrove Spiegava Pisano: “Per Tina mi batterò fino a quando non sarà presa in carico da qualcuno, tutti dobbiamo fare la nostra parte”. Il problema va avanti da avanti ormai da 4 mesi. “Il Comune deve trovare una soluzione, questa situazione non è umana. Anche se il condominio non è d'accordo io coi primi freddi la farò dormire a casa mia piuttosto che lasciarla lì”, diceva il volontario, che chiede quindi che il Comune si riattivi, assieme alle associazioni di assistenza ai senzatetto, ma anche che venga coinvolta l'Ausl per i problemi sanitari.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La clochard non dorme più in galleria, la protesta: "E' stata sgomberata". La replica: "Le stiamo cercando una struttura di accoglienza"

ForlìToday è in caricamento