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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Separate da 3mila chilometri, ma mai così vicine: un ponte di musica e solidarietà tra Forlì e la città libanese di Tiro

L’iniziativa dimostrerà ai ragazzi di Tiro che il mondo non li dimentica, pur in una situazione resa ancora più difficile dalla pandemia

Tremila chilometri di Mediterraneo: ma Forlì, cittadina romagnola fra costa e Appennino, e Tiro, storico centro nel sud del Libano, non sono mai state così vicine. Merito di una presenza significativa: quella di un contingente del 66° Reggimento di Fanteria Aeromobile "Trieste" che, alla guida del colonnello Marco Licari, si trova in missione appunto nell'area di Tiro. I “nostri” militari (il 66esimo è insignito della cittadinanza onoraria forlivese) rappresentano l'Unità di Manovra della Brigata Aeromobile “Friuli” impiegata nella terra dei cedri e guidata a sua volta da un ex Comandante del 66’, il Generale di Brigata Stefano Lagorio.

La storica missione Unifil nella quale i “nostri” ragazzi sono inseriti, mira al perseguimento di tre grandi obiettivi: mantenimento della fragile pace di un territorio alla frontiera con Israele nel rispetto della risoluzione numero 1701 dell'11 agosto del 2006 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, addestramento dell'esercito libanese, supporto alla popolazione e alla Istituzioni di quella che era la “Svizzera del Medio Oriente” che oggi vive una situazione socio-economica drammatica.
La città di Forlì, con in testa l'amministrazione comunale, si è mobilitata per accompagnare l'azione del contingente italiano e sono già in partenza con il coordinamento del Comitato contro la fame nel mondo latte condensato, medicinali, materiale scolastico. Ma a un altro tipo di aiuti ha pensato No.Vi.Art, Arti per la nonviolenza, titolare del progetto “La musica, un ponte fra i popoli”.

L'associazione forlivese da anni mette in relazione attraverso la cultura e la musica dieci paesi europei: l'Istituto musicale “A. Masini” di Forlì e la “Glasbena Sola” di Koper, partner del progetto, con il sostegno degli Amici dei Musei proporranno così il 19 dicembre al teatro Diego Fabbri un concerto di raccolta fondi per lo “Smart College” di Tiro, scuola di eccellenza segnata anch'essa dalle gravi difficoltà del paese. Ma non basta: lo “Smart College” e il Liceo classico “Giambattista Morgagni”, grazie agli accordi presi nel corso di una videocall del 10 novembre fra i dirigenti e i coordinatori di progetto, Marco Lega e Barbara Abbondanza del “Morgagni”, e Tarek Harmoush e Yasmin Gheddar a Tiro, inizieranno infatti a giorni un esperimento di classe “sovranazionale” per una conoscenza fra due gruppi di studenti fatta di scambi di informazioni, di lettere, di immagini.

L’iniziativa dimostrerà ai ragazzi di Tiro che il mondo non li dimentica, pur in una situazione resa ancora più difficile dalla pandemia. E gli studenti della III B del Liceo classico potranno constatare come l’amore per la cultura e il sapere possa essere il vero “passaporto” che fa superare frontiere, diffidenze, paure. L’auspicio è inoltre che alcuni studenti dello “Smart College” possano raggiungere Forlì nell’estate 2022, per conoscere di persona gli amici italiani, e partecipare insieme ai coetanei di Kosovo, Serbia, Spagna, Italia… al “Festival della musica giovane del Mediterraneo” organizzato da No.Vi.Art. Un ultimo sogno? Regalare al nostro contingente un concerto di musicisti italiani in terra libanese, ancora una volta costruendo attraverso la musica un “ponte fra i popoli”. 

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