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Respinta la richiesta di sequestro degli autovelox della Provincia

I due autovelox della Provincia, che si trovano sulla Bidentina tra Forlì e Meldola e su via del Partigiano, tra Vecchiazzano e Castrocaro, restano attivi e funzionant

I due autovelox della Provincia, che si trovano sulla Bidentina tra Forlì e Meldola e su via del Partigiano, tra Vecchiazzano e Castrocaro, restano attivi e funzionanti. Sulle due apparecchiature incombeva il rischio di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, ma il Tribunale del Riesame ha rigettato, per la seconda volta, la richiesta di sequestro preventivo avanzato dalla Procura.

Giovedì mattina il tribunale ha depositato la decisione, a seguito dell’udienza che si è tenuta nella giornata di mercoledì. Rendono noto il provvedimento Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, e Maurizio Brunelli, assessore provinciale all’Amministrazione e Controllo: “Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso in appello presentato dalla Procura della Repubblica contro il provvedimento precedente emesso dal GIP nello scorso mese di luglio, che aveva già rigettato la richiesta di sequestro degli autovelox installati dall’Amministrazione. Le motivazioni del provvedimento saranno disponibili tra qualche giorno. Tale pronuncia del tribunale, sul cui operato avevamo espresso piena fiducia, ha riconosciuto il corretto operare dell’Ente e dovrebbe favorire una positiva conclusione delle indagini su tale vicenda”.

Il sequestro era stato chiesto in via preventiva dal pm Bortolozzi della Procura di Forlì nell’ambito di un’indagine, ancora aperta, sull’affidamento diretto della gestione degli autovelox alla società “Area Blu”. Per l’accusa quell’affidamento ad una società esterna doveva avvenire tramite selezione mediante bando pubblico, mentre per la difesa l’affidamento diretto era possibile in quanto Area Blu è una società interamente partecipata da enti pubblici. Un’analoga indagine è stata aperta e già archiviata a Bologna ed anzi, la difesa della Provincia è proprio basata sul fatto che, per l’affidamento ad Area Blu, si era atteso l’epilogo della vicenda giudiziaria bolognese. Per questa vicenda sono tuttora indagati il presidente della Provincia Massimo Bulbi, tutta la giunta e tutti i consiglieri provinciali di maggioranza che votarono la delibera del 2010, due dirigenti di allora della Provincia e il responsabile dell’epoca di Area Blu.

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