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Piero Isoldi sbotta: "Non ci sto a questa gogna"

"Non ci sto a questa gogna". Piero Isoldi alza la voce e si sfoga con la stampa locale dopo il sequestro di venerdì scorso della sua imbarcazione con l'accusa di contrabbando aggravato

“Non ci sto a questa gogna”. Piero Isoldi alza la voce e si sfoga con la stampa locale dopo il sequestro di venerdì scorso della sua imbarcazione con l’accusa di contrabbando aggravato. L’imprenditore immobiliare di Bertinoro, difeso dall’avvocato Massimiliano Annetta di Firenze, va avanti per la sua strada, negando voci di bancarotta sulle sue società: “Sono in salute – ha spiegato -. Abbiamo appena fatto un piano industriale di cinque anni e ricapitalizzato”.

Isoldi ha mostrato anche l’ultima dichiarazione dei redditi, di 317mila euro lordi. E’ quanto all’imbarcazione (un “Manatthan 56”) posta sotto sequestro, l’impresario ha chiarito di aver acquistata nel 2007 “perché era una buona occasione. Tramite una società di leasing di San Marino si è proceduto all’acquisto”. Per l’avvocato Annetta il sequestro effettuato dalla Finanza “è un errore palese. Non c’è contrabbando perché non c’è dogana tra Italia e San Marino”.

Il legale ha chiarito che le accuse saranno smontate senza difficoltà e che se la Procura di Rimini non vorrà sentir ragioni ci sarà il ricorso alla Corte Costituzionale o alla Corta di giustizia europea. Annetta ha evidenziato che Isoldi ha agito nella massima legalità, pagando l’Iva allo Stato italiano senza averla recuperata. Con la barca di Isoldi, la Finanza di Rimini ha posto i sigilli anche ad altre imbarcazioni nell’ambito dell’inchiesta “Rimini Yacht”, che vede indagato per bancarotta Giulio Lolli, attualmente latitante.

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