Sigilli al distributore di via Ravegnana, "il titolare aveva manomesso i misuratori"

Nel mirino degli inquirenti, comunicano le Fiamme Gialle, "è finito il titolare del distributore per la violazione dell'articolo 46 del Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi (decreto legge 504/1995)".

"Rimozione ed alterazione dei misuratori". E' questo il motivo per il quale la Guardia di Finanza di Forlì, affiancata da una pattuglia del Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza di Roma, ha provveduto nel primo pomeriggio di giovedì al sequestro di un'area di servizio in via Ravegnana. Il marchio della compagnia è estraneo alla vicenda, trattandosi di un addebito al gestore. Nel mirino degli inquirenti, comunicano le Fiamme Gialle, "è finito il titolare del distributore per la violazione dell'articolo 46 del Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi (decreto legge 504/1995)".

Il titolare, informano gli investigatori del comando di Piazza Dante, "è stato trovato in possesso senza giustificato motivo di una scheda di misurazione (di quelle che generalmente si vedono all’interno delle colonnine e che riportano il prezzo/litro, la quantità di litri erogati e l’importo da pagare). Alla vista dei militari il responsabile dell’impianto ha cercato di eliminare ulteriori prove gettando nella spazzatura un totalizzatore numerico (che a norma di legge deve essere saldato alla scheda e riporta il numero di litri totali erogati da una colonnina) e provando a nascondere una seconda scheda elettronica all’interno dei cassetti della scrivania".

Insospettiti dall’atteggiamento del titolare dell’impianto, i finanzieri hanno avviato un'ispezione alle colonnine erogatrici con il supporto di ufficiali metrici della Camera di Commercio di Forlì. Il controllo, spiegano i baschi verdi, "ha permesso di accertare che le schede di misurazione presenti all’interno erano state in precedenza asportate e manomesse. Le stesse, infatti, presentavano saldature palesemente grossolane". La manomissione dei contatori rende impossibile agli organi di controllo verificare la quantità di carburante erogato e costituisce pertanto un reato punito con la reclusione fino a 5 anni.

Sono state poste sotto sequestro le due schede di misurazione, il totalizzatore, un saldatore per stagno, un trapano con fresa circolare, un cavetto con batteria (strumentazione necessaria ad alterare le numerazioni) oltre a documentazione contabile e due personale computer.
I sigilli sono stati posti a tutto l’impianto di distribuzione carburante con 10 pompe di erogazione e 6 cisterne contenenti circa 38.000 litri di carburante. Le indagini sono ancora in corso per stabilire la quantità di carburante erogato e non contabilizzato.

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Per il momento, non sono state riscontrate violazioni al quantitativo di carburante erogato rispetto a quanto indicato nella colonnina di erogazione, per cui sembra escludersi, da questo punto di vista, una truffa a danno dei consumatori. Al termine del controllo i militari del Nucleo Speciale Privacy di Roma hanno contestato al titolare del distributore violazioni al Codice in materia di protezione dei dati personali con sanzioni per 32mila euro per il mancato rispetto delle disposizioni vigenti sulla videosorveglianza.

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