Soldi falsi nel Forlivese: la Guardia di Finanza ha sequestrato nel 2020 banconote per oltre 17mila euro

Nonostante la perdurante pandemia le stamperie clandestine non si sono fermate e hanno continuato ad “emettere” la loro valuta

Lotta alla criminalità economica e finanziaria e sicurezza in materia di circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento: è questo uno dei settori operativi ove le Fiamme Gialle sono chiamate operare anche nel territorio forlivese. In tale ambito, l’attività dei militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Forlì, nel corrente anno, ha consentito - seppur in maniera frazionata - di procedere alla scoperta di 381 banconote false per un valore complessivo facciale pari a 17.345 euro.

Nonostante la perdurante pandemia, infatti, le stamperie clandestine non si sono fermate e hanno continuato ad “emettere” la loro valuta. Le attività nascono di norma allorquando le banconote sospette di falsità vengono ritirate dalla circolazione per essere sottoposte all’analisi da parte della Banca d’Italia. Le stesse vengono poi inviate al Reparto del Corpo competente per territorio che procede alla segnalazione di reato alla competente autorità giudiziaria ed al definitivo sequestro penale, ai fini di ogni utile sviluppo investigativo. Le analisi che vengono effettuate di norma riconducono all’identificazione di specifiche costanti nelle banconote falsificate, così da ricostruire i lotti riconducibili ad un determinato contesto criminale.

Per quanto riguarda il territorio provinciale è stato rilevato che i "tagli" maggiormente utilizzati sono stati quelli da 20 e 50 euro e, nel contempo, si è osservato un aumento di banconote falsificate con bassa qualità, ovvero che riproducono in maniera non accurata le caratteristiche di sicurezza delle banconote stesse. Inoltre, in lieve controtendenza rispetto al territorio nazionale, in cui la banconota maggiormente contraffatta è risultata essere quella da 50 euro, in Provincia si è riscontrato un maggior numero di tagli da 20 euro falsificati. "E’ opportuno ricordare che qualora un cittadino dovesse avere dubbi sulla legittimità di una banconota in suo possesso, ricevuta anche in buona fede, non deve tentare di spenderla perché tale comportamento costituirebbe reato", spiega la Finanza.

"È necessario, invece, fare esaminare le banconote dagli addetti agli sportelli delle banche, degli uffici postali o delle filiali della Banca d’Italia. In caso di riscontrata falsità, tali operatori hanno l’obbligo di ritirarla dalla circolazione per le successive incombenze - viene aggiunto -. L’entità dei sequestri di banconote operati dalla Guardia di Finanza di Forlì, pur testimoniando l’impegno del Corpo nella repressione della falsificazione monetaria, conferma un trend in decrescita sul territorio dello specifico fenomeno".

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