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Biodigestore della Caserma, bocciata la sospensiva al Tar

Assemblea aperta al pubblico molto partecipata, martedì sera, a Palazzo Morattini Monsignani , a Pievequinta. Un centinaio di persone erano presenti all'incontro"La parola ai cittadini" promosso dalla lista civica DestinAzione Forlì per parlare di biodigestori e non solo

Assemblea aperta al pubblico molto partecipata, martedì sera, a Palazzo Morattini Monsignani , a Pievequinta. Un centinaio di persone erano presenti all’incontro“La parola ai cittadini” promosso dalla lista civica DestinAzione Forlì per parlare di biodigestori e non solo. Il tema dell’ impianto a pollina che “impatta” nel territorio de La Caserma è molto sentito fra i residenti che da tempo si sono auto-organizzati in Comitato e si sono attivati con appelli, petizioni , raccolta fondi per fare fronte alle spese legali e presentare ricorso al Tar per limitare gli effetti di questo impianto che – ritengono - è ecologico... solo sulla carta.

“Abbiamo tentato, con la richiesta di sospensiva, di accelerare il giudizio in merito al ricorso amministrativo presentato contro l'impianto. Alla fine il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna ha rigettato la nostra istanza cautelare, senza una reale motivazione. Il ricorso rimane attivo, ma sarà discusso nei tempi consueti della giustizia italiana, cioè diversi anni. E in questa battaglia le istituzioni che dovevano tutelare i cittadini si sono dimostrate assenti. Non solo, subiamo la contraddizione di due enti come Ausl e Arpa che, dopo aver manifestato negli atti autorizzativi da loro stessi stilati perplessità circa la salubrità degli impianti biodigestori, saranno chiamati poi a svolgere i controlli sul loro impatto ambientale nel territorio de La Caserma, dove quell’ impianto a pieno regime puo’ trattare fino a 20mila tonnellate di pollina”: ha affermato nel corso dell’incontro Consuelo Marescalchi , in rappresentanza del Comitato per la difesa dei residenti nel Quartiere di Pievequinta-La Caserma-Casemurate.

“In tutta Europa, si veda il caso della Germania, vi sono esempi restrittivi sulla produzione di biomasse e biogas. Mentre in Italia , nonostante l'inutilità e la dannosità per salute e ambiente di questi impianti , vengono costantemente proposti su tutto il territorio, forse per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici, oggi a conto energia, in quanto spacciati per fonti rinnovabili, nonostante lo siano soltanto formalmente. Ci sarà pure una ragione perchè nel distretto del Parmigiano Reggiano non sia consentito realizzarli... forse perchè tanto ecologici questi biodigestori non sono”: ha aggiunto Fabio Tommasini, presidente dell’associazione ClanDestino.

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