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Servizi per l'infanzia, a Forlì-Cesena se ne contano 123

A Forlì-Cesena i servizi per l'infanzia tra 0 e 3 anni sono 123, cifra in cui si assommano i nidi d'infanzia (nidi, micro-nidi, sezioni di nido), i servizi integrativi e alcuni servizi sperimentali

L’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi martedì scorso ha presenziato, nella sala Consiglio della Provincia di Forlì-Cesena ad un incontro con i sindaci, con gli assessori comunali ai servizi per l’infanzia, coi dirigenti pubblici del settore e con i coordinatori pedagogici sul tema dei servizi per la prima infanzia (0-3 anni). A Forlì-Cesena se ne contano 123 (nidi di infanzia, servizi integrativi e servizi sperimentali)

L’incontro, coordinato dall’assessore provinciale Bruna Baravelli, è stato un momento di ascolto e di raccolta di proposte e suggerimenti, ultima tappa di un giro di tutte le Province della regione, realizzato in vista del seminario regionale sui servizi per l’infanzia, che si è tenuto a Bologna, dal titolo “Di qualità, sostenibili e appropriati”. Presente all’incontro in Regione anche l’assessore provinciale alle Politiche per l’istruzione Bruna Baravelli.
 
Dai dati relativi all’anno educativo 2010-2011, forniti in Regione, emerge che nel territorio di Forlì-Cesena i servizi per l’infanzia tra 0 e 3 anni sono 123, cifra in cui si assommano i nidi d’infanzia (nidi, micro-nidi, sezioni di nido), i servizi integrativi (spazio bimbi etc.) e alcuni servizi sperimentali (educatrice domiciliare, educatrice familiare). I gestori pubblici e privati in totale sono 71. L’utenza nei soli nidi di infanzia è di 2.767 bambini, così ripartiti: 3-11 mesi 181 bambini, 12-23 mesi 1.081 bambini e 24-36 mesi 1.505 bambini. Nella provincia di Forlì-Cesena viene coperto  il 99,2% del territorio con i servizi 0-2 anni, rispetto alla media regionale del 97,3%.
 
Commenta l’assessore Bruna Baravelli: “Siamo l’unica provincia di tutta l’Emilia-Romagna che dà una risposta pressoché totale alla domanda delle famiglie, pressoché azzerando le liste di attesa. Anche per questo siamo stati l’ultima provincia toccata dalla visita dell’assessore regionale Marzocchi. Ricordo l’importanza stringente del dare risposte efficaci sui servizi per la prima infanzia in quanto permettono alla madri di poter accedere o rimanere nel mondo del lavoro, non rimanendo penalizzate dalla gravidanza. Tutto questo è reso possibile da un sistema complesso che vede protagonisti i Comuni e le scuole paritarie, dal momento che lo Stato interviene solo dopo i 3 anni di età, oltre che dall’impegno di tanti educatori, che svolgono il loro lavoro con passione e sacrifici. Da parte nostra, come Provincia, interveniamo dando supporto al Coordinamento pedagogico provinciale formato da coordinatori pedagogici dei servizi pubblici e privati, che mantiene alto ed uniforme il livello di qualità dei servizi offerti e del modello pedagogico. Una rappresentanza di coordinatori dei servizi pubblici e privati è prevista anche nella composizione della Commissione tecnica provinciale, che ha principalmente i compiti di esprimere un parere obbligatorio in relazione alle richieste di autorizzazione al funzionamento dei servizi privati e  svolgere attività di verifica sui servizi gestiti dai soggetti pubblici. La Provincia, inoltre, ha dato impulso a iniziative di ricerca pedagogica, a indagini sui bisogni delle famiglie, iniziative di formazione e scambi con realtà europee più avanzate”.
 

Prosegue Baravelli: “La formula vincente del nostro territorio è rappresentata dalla significativa integrazione tra pubblico e un sistema di convenzioni e concessioni di servizio, che da una parte consente di dare risposta anche in presenza di criticità finanziarie degli enti locali e dall’altra riesce a calmierare i costi dei servizi privati, pur assicurando, attraverso controlli e il coinvolgimento nelle attività di formazione e aggiornamento, uno standard qualitativo di livello omogeneo. Questo non ci deve far dimenticare che comunque esistono vari problemi, tra cui la difficoltà a sviluppare ulteriormente il servizio pubblico a causa dei forti tagli delle ultime finanziarie, il raccordo con i tempi di lavoro e di organizzazione familiare, nonostante i grandi sforzi dei gestori pubblici e privati. La mia principale preoccupazione oggi è per i tagli dei finanziamenti pubblici che non potranno più permettere gli attuali livelli di qualità dei nostri servizi, creando delle problematiche finanziarie a cui difficilmente gli enti locali, i gestori pubblici e quelli privati potranno far fronte. Un problema comune, quest’ultimo, che è apparso in tutta la sua drammaticità nel corso dell’incontro di oggi in Regione”.
 

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