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Mobilità della fasce più fragili, il Comune interviene per pagare il servizio taxi

Una nuova misura di sostegno, finanziata con 27mila euro, arriva per favorire la mobilità di persone anziane o con difficoltà di salute che in questo periodo non possono o vogliono utilizzare i mezzi pubblici

Una nuova misura di sostegno, finanziata con 27mila euro, arriva per favorire la mobilità di persone anziane o con difficoltà di salute che in questo periodo non possono o vogliono utilizzare i mezzi pubblici come forma di precauzione. Il Comune ha approntato una convenzione, che sarà definita nei prossimi giorni e operativa a gennaio, per facilitare l'utilizzo dei taxi da parte di categorie considerate più fragili. “Crediamo che sia una tutela per le fasce di popolazione più fragili e che magari in questo periodo si sentono meno propense a utilizzare un mezzo pubblico per raggiungere l'ospedale per un esame o un ufficio pubblico”, spiega l'assessore al Welfare Rosaria Tassinari.

In sostanza il Comune, in certi casi, interverrà a coprire il costo della corsa in taxi, il cui costo nell'area urbana è di circa 10 euro. La misura è diretta a persone con oltre 65 anni di età, disabili oltre il 67% di disabilità, donne in gravidanza, minori accompagnati dai genitori (per tutti, inoltre, è previsto anche il limite dei 45mila euro di reddito Isee). Per queste corse a agevolate, 9 euro lì metterà il Comune, un euro il taxista sotto forma di sconto, mentre l'eventuale quota eccedente i 10 euro sarà pagata direttamente dal cittadino che si avvale del servizio. Un nucleo famigliare potrà utilizzare questo servizio in convenzione col Comune al massimo 6 volte. Non viene esclusa nessuna meta, quindi il servizio è totalmente libero, può essere utilizzato anche per portare i figli a scuola se serve.

Con la cifra stanziata si andrà a sostenere circa 2.700 corse. Il cittadino, nella chiamata al numero del radiotaxi per la prenotazione del mezzo dovrà solo indicare che intende fare la corsa utilizzando questa modalità e compilare un'autocertificazione relativa ai requisiti in cui dichiara di averne diritto, modulo che troverà sul sito del Comune oppure gli verrà consegnato direttamente dal taxista prima del viaggio. Sarà poi il Comune a procedere ai controlli sulle autocertificazioni. “Dopo i buoni spesa, il prestito sociale e i tamponi rapidi a chi fa visita a disabili ricoverati in strutture protette, aggiungiamo una nuova iniziativa di sostegno”, spiega Tassinari.

Aggiunge il sindaco Gian Luca Zattini: “Quella dei taxisti è una delle categorie più danneggiate, con affari andati a zero nel lockdown. Qui non si tratta di un contributo, ma un sostegno al loro lavoro, un'agevolazione all'acquisto di prestazione professionali da parte di categorie fragili, anche dal punto di vista sanitario, che hanno bisogno di una mobilità più mirata”.

Dai rappresentanti dei taxisti Gabriele Bacchi, Marco Amadori e Paolo Rossi arriva il ringraziamento per la misura di sostegno. A Forlì ci sono 28 taxi di cui 20 riuniti in un consorzio. Non è un momento roseo per chi svolge questo lavoro: “L'adesione all'iniziativa  è totale. Attualmente il lavoro è scarsissimo, non ci sono persone che arrivano fuori città, non è ancora partito l'aeroporto, ma lavoriamo di più con mete come gli ospedali. Attualmente siamo a meno del 50% dell'attività solita”. 

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