Si fingevano estetiste e parrucchiere, ma erano ladre: la banda aveva colpito anche nel Forlivese

Si improvvisavano estetiste, fisioterapiste, dipendenti comunali. Fingevano di essere interessate all’affitto di un appartamento. Oppure pubblicizzavano l’imminente apertura di una parrucchieria sotto casa

Hanno imperversato in tutta l'Italia centrale e, purtroppo, i loro raggiri hanno fatto capolino anche nel Forlivese, in particolare a Civitella, in particolare il  29 novembre scorso con un un furto in una casa a danno di una 87enne, derubata di 150 euro e numerosi monili in oro. Si improvvisavano estetiste, fisioterapiste, dipendenti comunali. Fingevano di essere interessate all’affitto di un appartamento. Oppure pubblicizzavano l’imminente apertura di una parrucchieria sotto casa. Tutte fandonie, ovviamente. Trucchetti che servivano solo ad attaccare bottone e distrarre le vittime, mentre una complice entrava in casa e di soppiatto rubava soldi, gioielli, carte di credito e un’altra ancora si posizionava in strada, a fare da “palo”, perché nessuno interferisse nel loro piano criminale. E’ con questa tecnica consolidata che 4 donne rom, tutte imparentate fra loro, avrebbero messo a segno almeno 24 furti in abitazione (di cui due tentati) in 4 mesi, dall’agosto al novembre 2018, in 12 provincie diverse del centro Italia, dall’Emilia Romagna al Lazio, dalla Toscana all’Abruzzo e alla Marche.

In manette, recluse nel carcere di Teramo, sono finite una 40enne, la madre 61enne, la zia 53enne e un’altra parente di 44 anni, residenti fra Martinsicuro e Alba Adriatica, dove sono state arrestate questa mattina all’alba dai carabinieri della Compagnia di Osimo, con il Norm che ha condotto le indagini per 6 mesi, sotto il coordinamento del comandante Luigi Ciccarelli. Dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati in concorso e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Una di loro già si trovava in cella dopo una precedente retata. Un’altra era uscita dal carcere appena tre giorni fa, dopo un arresto (sempre per furto) a Numana nel febbraio scorso. 

Il bottino complessivo è stimato in oltre 80mila euro. «Le quattro donne, ognuna delle quali aveva un ruolo specifico, agivano con una strategia ben precisa - ha spiegato il maggiore Luigi Ciccarelli -, caratterizzata da un lungo raggio d’azione, fino alle provincie di Roma, Rieti e Viterbo, dove è stata derubata la vittima più anziana, una 96enne a cui hanno sottratto 6mila euro fingendosi delle parrucchiere. Si spostavano così tanto perché il loro intento era di rendere difficoltose le investigazioni e far disperdere le proprie tracce». Per non rendersi riconoscibili, adottavano camuffamenti: parrucche, occhiali da sole, vestiti sempre diversi e trucco pesante sul volto. 

L’operazione “Romanì”, dal nome della lingua parlata da rom e sinti, «è l’ultima di una serie di azioni ad ampio respiro finalizzate a contrastare i reati più fastidiosi per i cittadini, cioè i furti in abitazione - ha spiegato il colonnello Cristian Carrozza, comandante provinciale dei carabinieri -. Rivolgiamo un appello alle persone, soprattutto agli anziani, affinché facciano attenzione, non aprano mai la porta agli sconosciuti e diffidino di questi malviventi che, tra l’altro, adottano sempre la stessa tecnica, fingendosi chi non sono, e se la prendono con le persone più deboli». 

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