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Cronaca

Si parla molto inglese per la grande mostra: "Preraffaelliti, esposizione internazionale che apre gli orizzonti del nostro territorio"

Per spiegare, dal punto di vista scientifico, questo fermento culturale, che poi contagia l'Italia stessa, la grande mostra 2024 ha visto importanti curatori provenienti dal mondo anglosassone. La presentazione ha parlato molto inglese

Sarà una mostra di respiro internazionale, quella che è stata presentata questa mattina, venerdì, al Museo San Domenico, dedicata ai Preraffaelliti, una mostra che viaggia su un continuo rimando tra Italia e Inghilterra (“Una lunga storia di amore”, l'ha definita il curatore delle grandi mostre forlivesi Gianfranco Brunelli). “Preraffaelliti. Rinascimento moderno” apre le porte al pubblico sabato 24 febbraio e sarà visitabile fino al 30 giugno: circa 320 opere appartenenti a varie espressioni artistiche, tra cui dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie, mobili, ceramiche, opere in vetro e metallo, tessuti, medaglie, libri illustrati, manoscritti e gioielli.

L'inaugurazione della mostra (23-02-2024)

“Sono 19 anni che diamo origine non solo a delle grandi mostre, ma ad un progetto culturale che possiamo definire un obiettivo felicemente raggiunto, quello di fare di Forlì una grande città di cultura, senza avere una storia artistica millenaria o secolare di città vicine come Ravenna o Ferrara”, presenta il nuovo appuntamento culturale il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Maurizio Gardini. Che aggiunge: “Quest'anno abbiamo fatto qualcosa in più, una mostra con un respiro internazionale che apre gli orizzonti geografici e socio-economici del nostro territorio”. E sulla stessa linea Gianfranco Brunelli, direttore delle grandi mostre della Fondazione: "E' una mostra che apre ad un confronto internazionale. Non è un rifacimento di ciò che già sapevamo".

VIDEO - La presentazione della mostra sui Preraffaelliti

Spiega da parte sua il sindaco Gian Luca Zattini, parlando ad un palco che ha come sfondo niente meno che il 'Pallade e il centauro' di Botticelli, in prestito dagli Uffizi: “Confermo che è stata una scommessa vinta. Nessun forlivese si può più immaginare la città senza le grandi mostre al San Domenico, che rappresentano una contaminazione per Forlì: diventare una città di arte e di cultura ha investito tutta la città e ha rappresentato uno stimolo per l'avvio di tante iniziative. Uno stimolo che Forlì ha raccolto”.

Tra il 1840 e il 1920 l'arte storica italiana, dal Medioevo al Rinascimento, ha un forte impatto sulla cultura visiva britannica, ed in particolare sui Preraffaelliti, un movimento artistico nato nell'Inghilterra vittoriana di metà Ottocento ad opera di alcuni artisti come William Holman Hunt, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, che aveva lo scopo di rinnovare la pittura inglese, considerata in declino a causa di norme eccessivamente formali e severe imposte dalla Royal Academy.

VIDEO - Brunelli: "E' una mostra infinita"

La mostra al San Domenico analizza il nuovo dialogo che dall'Inghilterra viene aperto nei confronti dell'arte italiana, che non vuole tanto distaccarsi da Raffaello e dai grandi classici rinascimentali che lo hanno seguito nel Cinquecento, come potrebbe suggerire il nome, quanto dalla copia, ritenuta sterile e passiva, che ancora nell'Ottocento continuava ad essere fatta di quei modelli. In questo modo riscoprono un'arte italiana precedente, quella che veniva considerata semplicemente “primitiva” e da qui passarono ad una rivisitazione meno formale dei canoni successivi. Le 320 opere in mostra allestiscono visivamente il dialogo tra gli originali del '400 e '500 italiani e le opere ottocentesche poi influenzate da essi.

La grande mostra sui Preraffelliti spiegata sezione per sezione

Per analizzare dal punto di vista scientifico questo fermento culturale, che poi contagia l'Italia stessa, la grande mostra 2024 ha visto importanti curatori provenienti dal mondo anglosassone come Elizabeth Prettejohn, Peter Trippi, assieme a Cristina Acidini e Francesco Parisi, sotto la direzione di Gianfranco Brunelli. Tanto inglese, quindi, anche nelle relazioni che illustrano la filosofia della mostra. La mostra infatti, è stata “spunto per una collaborazione internazionale tra colleghi che hanno collaborato negli Stati Uniti e nel Regno Unito”, spiega  Prettejohn, parlando proprio di un “spirito di accoglienza” in Italia, una nuova forma di collaborazione sulle tre sponde, quella mediterranea italiana e le due atlantiche di Inghilterra e Usa. 

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Una mostra, quindi, per conoscere artisti “che hanno avuto la forza di recuperare altri artisti di secoli prima, rivelandoli come originali ad un pubblico dell'Ottocento, artisti che non copiavano in modo reverenziale, ma che hanno tratto una nuova ispirazione per quello che abbiamo definito il Rinascimento moderno”, sempre  Prettejohn. Da qui, quindi, il sottotitolo della mostra forlivese sui Preraffaelliti: “Rinascimento moderno”.

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