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"Si può essere chiesa in uscita anche portando la spesa a domicilio": tanti volontari in azione

Gran parte dei cinquanta volontari che a Forlì portano la spesa a domicilio di chi non può uscire durante l’emergenza Coronavirus, provengono dalle fila di Azione Cattolica e Agesci. Il Presidente diocesano di AC Edoardo Russo spiega genesi e finalità del gesto

A Forlì, cinquanta volontari, provenienti in gran parte dalle file di Azione Cattolica e Agesci, portano la spesa a domicilio. Il servizio, operativo da lunedì 16 marzo, è stato attuato dal Comune di Forlì in accordo con le Consulte delle aggregazioni laicali della Diocesi di Forlì – Bertinoro e con le Associazioni Lions Club Forlì Valle del Bidente e Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, grazie al supporto telefonico delle Associazioni Auser Volontariato Forlì, Confraternita di Misericordia di Forlì e Progetto Ruffilli, per assicurare la normalità a tante persone anziane, o affette da patologie croniche o altre fragilità, che non possono uscire di casa durante l’emergenza Coronavirus, neanche per fare la spesa.

“Questo gesto – dichiara il presidente diocesano di Ac, Edoardo Russo - è un servizio di prossimità sorto in seno a Pastorale Giovanile, Azione Cattolica, Agesci e Caritas nel corso di un recente incontro fra responsabili. Insieme abbiamo pensato a questo intervento che, oltre al beneficio immediato alle persone che l’hanno richiesto, si pone anche come “chiesa che opera sul campo”. La singolarità del Progetto “Io resto a casa, Spesa a domicilio”, sta nel fatto che la sua attuazione avviene nel periodo di massima incidenza dell’epidemia del Covid-2019, ma anche in piena Quaresima, ossia nei 40 giorni in preparazione alla Pasqua di Cristo. “Sono momenti – continua Russo – in cui la preghiera non manca e non deve mancare (ci stiamo ingegnando in tutti i modi per viverla grazie alle nuove tecnologie), però abbiamo deciso anche di essere incisivi nei confronti delle persone bisognose della Diocesi, mettendo in atto proposte concrete di Chiesa in uscita. Ci siamo fatti avanti col Comune, che ci ha dato carta bianca”. In neanche 24 ore si sono rese disponibili più di 100 persone, in gran parte giovani, anche se non mancano gli adulti. L’assessore al Welfare Rosaria Tassinari si è attivata con gli uffici per la concessione di cinquanta assicurazioni, in modo da coprire tutti i volontari in campo, scelti in base alle richieste pervenute all’apposito sportello comunale.

“Io e Andrea Fabbri dell’Agesci – precisa il presidente di Ac - smistiamo l’esigenza al volontario che risiede più vicino all’anziano richiedente, già filtrato dal Comune. Il nostro incaricato si presenta telefonicamente per poi recarsi dal cittadino, munito di tesserino di riconoscimento, per avere lista della spesa e il denaro occorrente. Si reca nel supermercato, per poi ritornare dall’anziano con i generi di prima necessità e il resto degli euro anticipati”. Tutti i volontari sono accreditati presso la Prefettura e muniti di autodichiarazione per potersi spostare in base al DPCM 9 marzo “Io resto a casa”, più i dispositivi di sicurezza personale. A questo punto appare preminente la motivazione di fede alla base del progetto: “Sì – conclude Edoardo - il principio di fondo è voler essere chiesa con le persone in difficoltà. A breve smisteremo anche gli altri cinquanta volontari resisi disponibili, verso altre forme di impegno tangibile, come il servizio all’Emporio della Solidarietà della Caritas di via Lunga, in sostituzione dei volontari anziani, che in questo periodo devono assolutamente rimanere a casa”.

Piero Ghetti
 

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