Cronaca

Si torna in piazza per lo sciopero mondiale per il clima: "Siamo di fronte a un bivio. Urgono scelte"

I giovani ambientalisti invitano i forlivesi a scendere in piazza venerdì per il nuovo sciopero globale per il clima

"Siamo di fronte a un bivio, e urge fare una scelta". Negli occhi dei giovani di Fridays For Future si riflette la drammaticità dei cambiamenti climatici in atto. Gli eventi climatici estremi di questa estate, con caldo intenso ed incendi, e le devastanti trombe d’aria, ben sette, che si sono abbattute domenica nel Nord Italia, sono alcune delle conseguenze dirette dell'innalzamento globale della temperatura. Per questo, i giovani ambientalisti invitano i forlivesi a scendere in piazza venerdì per il nuovo sciopero globale per il clima.

In Piazzale della Vittoria è previsto alle 9 il ritrovo, da cui partirà un corteo per le vie del centro, per poi tornare al punto di partenza. Dai gradini del monumento, fino alle 12.00, si alterneranno interventi da parte di importanti esperti, con qualche intermezzo musicale dal vivo dei LoudBanner.  Saranno presenti Matteo Miluzio e Filippo Bonaventura – il primo astrofisico dell’European Space Agency ed entrambi divulgatori scientifici, fondatori della pagina “Chi ha paura del buio?” – e Alessandro Bottacci, direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. "“Uniti per il clima, riscriviamo la Storia”, è l’appello per partecipare allo sciopero, ritenuto il più importante fra tutti, dato il momento storico in cui ci troviamo - spiegano Agnese Casadei e Giacomo Zattini -. L'unica possibilità che abbiamo per evitare che le conseguenze dell’emergenza climatica siano ancora più catastrofiche, e per avere un futuro vivibile su questa Terra, è mantenere il riscaldamento globale entro +1,5 °C rispetto al periodo pre-industriale. Questo lo conferma anche l'ultimo report dell'Ipcc, pubblicato in agosto. Un vero e proprio ultimatum: la strada per rispettare quel limite è strettissima, ma la buona notizia è che possiamo ancora fare tutto per evitare il collasso climatico. Conosciamo le soluzioni da tempo, ma non abbiamo mai agito trattando l’emergenza climatica come tale. Perché quello che manca non sono le soluzioni, ma la volontà politica di metterle in atto".

"A ottobre e novembre la politica internazionale si riunirà a Milano e poi a Glasgow per la Cop26. Qui ci giochiamo tutto - rimarcano -. In futuro non ci sarà un'altra conferenza mondiale per prendere le decisioni ambiziose di cui abbiamo bisogno ora. Domani sarà già troppo tardi. Agli adulti chiediamo di sentirsi parte di questo momento storico e di non lasciarci soli. Abbiamo bisogno di essere uniti, perchè sono gli adulti che lavorano, prendono decisioni, amministrano le nostre città e lo Stato. Sono i nostri tecnici, i nostri ingegneri, i nostri politici. Ciò che serve per garantire un futuro alle giovani generazioni, la transizione ecologica, è anche ciò che migliorerebbe da subito la qualità della vita di chi oggi vive il presente. Un’aria più pulita, città più vivibili e migliaia di nuovi posti di lavoro più sicuri: siamo tutti coinvolti e dobbiamo agire insieme, senza perdere altro tempo. L’umanità è chiamata a scendere in piazza il 24 settembre in tutto il mondo per mandare un messaggio chiaro ai nostri rappresentanti alla COP26: devono agire ora e prendere finalmente le misure che servono per salvare il nostro presente e futuro. Ogni giorno ci viene chiesto di pensare a breve termine. Studiamo, lavoriamo, diamo esami, facciamo riunioni. Ma non il 24. Il 24 pensiamo al clima".

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