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Siccità, è la terza peggiore dal 1951

Una situazione che i tecnici del Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa classificano al terzo posto nella scala di gravità dal 1951, dopo le “secche” del 2003 e del 2007

Le piogge dei primi giorni di aprile in Emilia-Romagna non hanno modificato lo stato di siccità che perdura da metà dello scorso anno. Una situazione che i tecnici del Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa classificano al terzo posto nella scala di gravità dal 1951, dopo le “secche” del 2003 e del 2007. Le nevicate di febbraio, non hanno apportato miglioramenti significativi.

Il deficit d’acqua stimato in quattro quinti della regione è di 150 millimetri e il quadro varia da severamente a estremamente siccitoso, in particolare per la pianura centro - orientale. Di questa situazione molto critica si è discusso ampiamente in un tavolo tecnico convocato dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni per verificarne le ricadute sul settore agricolo e coordinare gli interventi. Le previsioni a breve-medio termine – sino a fine mese -  fornite dal Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa indicano una spiccata variabilità, con precipitazioni irregolari che apporteranno soltanto un parziale recupero della disponibilità idrica per le colture. I Consorzi di bonifica, rappresentati al tavolo dal Consorzio per il Canale emiliano romagnolo e dall’Urber, hanno già predisposte le misure dei loro piani per la siccità, che in particolare prevedono in questa fase che l’acqua disponibile venga stoccata nei canali di bonifica per innalzare il livello della falda superficiale e consentire l’irrigazione massima possibile.

“Stiamo tenendo sotto costante controllo la situazione, che al momento non ha raggiunto livelli di allarme” spiega l’assessore Rabboni. “Vanno però subito ricercati accordi con le Regioni del bacino padano,  per garantire una gestione razionale delle acque dei bacini alpini e del Po, in modo tale da consentirne la disponibilità per l’agricoltura emiliano - romagnola nelle fasi acute“. “Inoltre – conclude Rabboni,  – bisogna continuare a realizzare le opere previste dal piano irriguo nazionale nel quadro di un potenziamento delle infrastrutture e rafforzare il risparmio d’acqua nell’irrigazione attraverso gli strumenti predisposti dalla Regione, come Irrinet, e con l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

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