Mercoledì, 17 Luglio 2024
Sicurezza

Conflitto tra Hamas e Israele, si alza il livello di allerta anti terrorismo anche in provincia: "Ma nessun allarmismo"

Nessuno allarmismo in particolare nella provincia di Forlì-Cesena, ma la macchina della sicurezza si è attivata anche nel nostro territorio

Con lo scoppio della guerra tra Hamas e Israele, il livello di allerta anti-terrorismo si è alzato anche in Italia. Questo in particolar modo dopo l’attentato di Bruxelles, l’allarme bomba in una scuola ebraica di Roma e l’evacuazione degli aeroporti di Parigi e in Belgio. Nessuno allarmismo in particolare nella provincia di Forlì-Cesena, ma la macchina della sicurezza si è attivata anche nel nostro territorio. "Abbiamo attivato le misure disposte dal Ministero dell'Interno, con un innalzamento generale dell'attenzione per quanto riguarda il controllo del territorio in generale e gli obiettivi istituzionali, come sedi di forze di polizia o enti locali, e sensibili come luoghi di culto presenti in provincia", le parole del neo prefetto della provincia, Rinaldo Argentieri.

Il capo di Palazzo Ordelaffi tiene comunque a tranquillizzare i cittadini: "Non c'è un rischio immediato e concreto di un'azione terroristica a livello nazionale, tanto meno a livello locale, in relazione alla crisi israelo-palestinese. Si tratta però di tenere alti i livelli di guardia, come ha detto il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, in modo tale da intercettare rapidamente eventuali 'lupi solitari'. Ma dalle analisi svolte con le forze di polizia non sono emersi rischi di radicalizzazione". Argentieri ha quindi tenuto a ribadire che "l'attenzione è molto alta, perchè il contesto internazionale è molto serio e nulla va lasciato al caso". 

Palazzo Chigi ha diffuso una nota nella quale spiega che al confine con la Slovenia saranno reintrodotti i controlli alle frontiere interne, a partire dal 21 ottobre per un periodo di 10 giorni, prorogabili ai sensi del Regolamento dell'Unione Europea 2016/339. Questo perché "l’intensificarsi dei focolai di crisi ai confini dell’Europa, in particolare dopo l’attacco condotto nei confronti di Israele, ha aumentato il livello di minaccia di azioni violente anche all’interno dell’Unione". "Nelle valutazioni nazionali le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta". E lo scenario "oggetto di approfondimento anche da parte del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo istituito presso il ministero dell’Interno, conferma la necessità di un ulteriore rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo".

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