Tolti i sigilli ad "Energia Fluida": il distributore di benzina torna operativo dopo il sequestro

Dopo meno di tre settimane è stato dissequestrato il distributore di benzina "Energia Fluida" di via Ravegnana, al quale erano stati posti i sigilli dalla Guardia di Finanza il 27 novembre scorso

Dopo meno di tre settimane è stato dissequestrato il distributore di benzina “Energia Fluida” di via Ravegnana, al quale erano stati posti i sigilli dalla Guardia di Finanza il 27 novembre scorso: nel mirino degli inquirenti era finito il titolare, per "rimozione ed alterazione dei misuratori". Martedì pomeriggio il distributore è tornato operativo. Il marchio della compagnia si è dichiarato estraneo alla vicenda.

LA VICENDA - Il titolare, informano gli investigatori del comando di Piazza Dante, "è stato trovato in possesso senza giustificato motivo di una scheda di misurazione (di quelle che generalmente si vedono all’interno delle colonnine e che riportano il prezzo/litro, la quantità di litri erogati e l’importo da pagare). Alla vista dei militari il responsabile dell’impianto ha cercato di eliminare ulteriori prove gettando nella spazzatura un totalizzatore numerico (che a norma di legge deve essere saldato alla scheda e riporta il numero di litri totali erogati da una colonnina) e provando a nascondere una seconda scheda elettronica all’interno dei cassetti della scrivania". Insospettiti dall’atteggiamento del titolare dell’impianto, i finanzieri avevano avviato un'ispezione alle colonnine erogatrici con il supporto di ufficiali metrici della Camera di Commercio di Forlì.

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Il controllo, spiegano i baschi verdi, "ha permesso di accertare che le schede di misurazione presenti all’interno erano state in precedenza asportate e manomesse. Le stesse, infatti, presentavano saldature palesemente grossolane". La manomissione dei contatori rende impossibile agli organi di controllo verificare la quantità di carburante erogato e costituisce pertanto un reato punito con la reclusione fino a 5 anni. Al termine del controllo i militari del Nucleo Speciale Privacy di Roma hanno contestato al titolare del distributore violazioni al Codice in materia di protezione dei dati personali con sanzioni per 32mila euro per il mancato rispetto delle disposizioni vigenti sulla videosorveglianza.

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