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Sindacati contro il Comune: "Fondo sociale gestito in modo iniquo"

CGIL CISL UIL di Forlì stanno predisponendo un documento di confronto sul bilancio di previsione del 2013 da discutere con l'Amministrazione Comunale di Forlì, in vista del varo del documento comunale. E bacchettano sul Fondo Sociale

CGIL CISL UIL di Forlì stanno predisponendo un documento di confronto sul bilancio di previsione del 2013 da discutere con l’Amministrazione Comunale di Forlì, in vista del varo del documento comunale. Per i sindacati restano da difendere come priorità “il mantenimento del welfare, sia per qualità che per quantità; la riduzione delle aliquote IMU a partire dalla prima  casa (attraverso l’individuazione di criteri diversificati per la sua applicazione che riconoscano le situazioni più deboli e maggiormente esposte al rischio povertà); il contenimento della fiscalità locale; l’attenzione al territorio attraverso una politica attiva di rilancio dell’economia che preveda incentivi rivolti alle aziende per sostenere una “buona occupazione”; il mantenimento, con un suo incremento; uno specifico fondo che affronti l’emergenza sociale in tutte le sue sfaccettature (dalla tariffa sociale per acqua, gas, rifiuti, al sostegno al reddito per chi perde il lavoro o è in cassa integrazione, ai contributi per l’emergenza casa), l’incentivazione della lotta all’evasione”.

Dicono Paride Amanti, Filippo Pieri e Luigi Foschi, segretari di Cgil, Cisl e Uil: “Ci auguriamo che queste richieste trovino risposte positive, che segnino una forte discontinuità rispetto al Bilancio 2012 che ha visto la netta contrarietà di CGIL, CISL, UIL di Forlì sia per quanto riguarda le aliquote IMU applicate, sia per il metodo con cui è stato gestito il fondo sociale che si è contraddistinto per la negazione della concertazione. E’ sorprendente, per chi come CGIL, CISL, UIL che rappresentano circa 60.000 cittadini, venire a conoscenza dalla stampa di quelle che sono le condizioni di utilizzo del Fondo Sociale per l’anno ormai terminato”.

“Infatti tutto ciò, in particolare l’utilizzo del fondo per la casa, ha visto una sua distribuzione, senza alcun bando/avviso pubblico che potesse mettere tutti i cittadini ed i soggetti di rappresentanza nella stessa condizione di accesso;  negando di fatto anche la sola conoscenza alla rappresentanze sociali di settore (per es. i Sindacati degli Inquilini) ha prodotto situazioni in cui i cittadini con i requisiti, ma senza conoscenze, si sono visti esclusi. La concertazione rappresenta lo strumento di inclusione / condivisione di tutti i soggetti che hanno rappresentanza sociale; solo accompagnando questo percorso con chi svolge un ruolo attivo di risposta, come la Caritas, si può pensare di dare risposte basate su omogeneità, progressività, equità. Diversamente fare una discussione senza questi presupposti rischia di fornire risposte parziali ed inique”.

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