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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Coronavirus, l'approfondimento

Non solo covid, il direttore di Malattie Infettive "L'epidemia influenzale potrà essere molto significativa"

L'INTERVISTA - A fare il punto della situazione nel comprensorio forlivese, aiutandoci a dare un'interpretazione letteraria ai bollettini quotidiani sul Covid-19, è Francesco Cristini, direttore dell'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì.

I bollettini restituiscono un aumento quotidiano dei casi da covid-19. Tuttavia quello che non dicono i numeri è che il virus risulta meno aggressivo, grazie anche alla campagna vaccinale, e quindi al momento non s'intravedono spettri di allarme. A fare il punto della situazione nel comprensorio forlivese, aiutandoci a dare un'interpretazione letteraria a quello che giornalmente viene diffuso attraverso le informative sull'epidemia da covid-19, è Francesco Cristini, direttore dell'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì.

Dottor Cristini, il covid 'viaggia' ad un ritmo settimane di oltre 1.300 nuovi contagi nel territorio forlivese. Come vanno interpretati questi numeri?
E’ un incremento di casi di positività al tampone, non necessariamente di Covid-19 conclamato, ampiamente atteso in questo periodo, per la ripresa delle attività lavorative, per lo spostamento negli ambienti chiusi e soprattutto per la caduta dell’obbligo dei dispositivi di protezione individuale.

Che differenza c'è rispetto alle precedenti ondate?
Sempre più soggetti con tampone positivo sono asintomatici o paucisintomatici, e sempre meno hanno una forma conclamata e severa di malattia.

Guardando alle informative settimanali dell'Ausl, in Romagna i ricoveri sono passati dai 73 del 26 settembre ai 159 del 12 ottobre. Qual è la situazione al "Morgagni-Pierantoni"? Chi finisce ricoverato?
Al Morgagni l’incremento dei casi segue quello generale della Romagna. Al Morgagni giovedì i pazienti con tampone positivo erano 34, 28 al Bufalini di Cesena. I ricoverati in ospedale sono, nella maggior parte dei casi, intercettati positivi al tampone di screening in Pronto Soccorso che ancora viene eseguito in ingresso e indipendentemente dalla causa di ingresso. Sono pochi i pazienti che sono ricoverati direttamente per Covid-19.

L'età media dei contagi? 
Non ci sono variazioni significative, sono soggetti anziani che entrano in ospedale per diversi problemi di salute, spesso correlati all’età ed alle comorbosità.

Il virus continua nella sua mutazione. Quali sono i sintomi che prevalgono?
I casi attuali sono quasi omogeneamente sostenuti dalla variante Omicron BA.5, da alcuni mesi ampiamente prevalente, non vi sono al momento sentori di nuove mutazioni critiche. Ma stiamo sempre allerta. I sintomi dei soggetti realmente sintomatici si confermano essere appannaggio soprattutto delle alte vie respiratorie, ormai molto aspecifici, tipici di molte affezioni respiratorie virali lievi-moderate, e quest’anno praticamente indistinguibili da quelli dell’influenza. 

A suo giudizio, è cambiato il rapporto delle persone con il virus anche grazie alla campagna vaccinale?
Il ruolo protettivo della vaccinazione contro il Sars-Cov-2 è sempre molto evidente dalla analisi dei dati. Infatti, sebbene non sia in grado di eliminare il contagio in senso generale, la vaccinazione continua a dimostrare una importante protezione verso le forme più serie di malattia. 

Col virus bisogna conviverci, è un dato di fatto. Non c'è più l'obbligo dell'utilizzo della mascherina, però il buon senso dice di averla sempre a portata di mano, giusto?
Giustissimo. E’ finita l’era degli obblighi di legge, ma è arrivata l’era della responsabilità e del senso civico, verso se stessi ma soprattutto verso le persone più fragili. Indossare la mascherina nelle frequenti situazioni di affollamento, basti pensare a cosa sono agli autobus negli orari di punta, riduce la probabilità di infettarsi e di infettare, sia di Covid-19 che di influenza.

Ma non c'è solo il covid. Sono già stati segnalati primi casi d'influenza, qual è la situazione?
La stagione influenzale sta cominciando adesso, e ci sono tutti i presupposti perché l’epidemia influenzale questo inverno sia molto significativa. La recrudescenza della epidemia influenzale sperimentata nel recente inverno nell’emisfero australe, la riduzione della immunità verso l’influenza avvenuta negli ultimi due anni a causa della scarsa circolazione del virus e la caduta delle misure di contenimento dei contagi sono il presupposto di una epidemia influenzale importante. E’ pertanto ribadita l’importanza della vaccinazione anti-influenzale alle classiche popolazioni a rischio, che può essere eseguita anche nella stessa seduta del richiamo vaccinale (o quarta dose) contro Covid-19.

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