Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Sofia, centista al Classico: "E' il clima di dialogo e confronto che rende viva la scuola"

"La didattica a distanza? Ha sicuramente aspetti positivi, infatti senza quest’ultima avremmo perso ben tre mesi scolastici, invece grazie all’impegno di tutti ,questo non è accaduto"

Le materie di tipo umanistico l'hanno affascinata da sempre. Sofia Romiti non ha avuto dubbi nel scegliere l'indirizzo "Scienze Umane" del liceo Classico "Morgagni", completando il percorso di studi col massimo dei voti. "Vivo a San Lorenzo, un piccolo paesino di periferia, lontano dal caos della città - racconta -. A San Lorenzo, come in molte realtà di paese, il fulcro della vita sociale è costituito dalla parrocchia ed è qui che trascorro gran parte del mio tempo libero, dedicandomi al catechismo e ad attività di oratorio. Ciò mi dà la possibilità di instaurare legami profondi con i bambini rendendo ancora più forte e solida la mia vocazione all’insegnamento". 

Si è diplomata col massimo dei voti. Se lo sarebbe aspettato?
Mi aspettavo un buon voto, ma non avrei mai pensato di raggiungere questo risultato, che mi ha regalato un’enorme soddisfazione.

Come mai ha scelto l'indirizzo "Scienze Umane"?
Ho scelto questo percorso di studi perché mi hanno da sempre affascinata ed incuriosita le materie di tipo umanistico, in particolare si sono rivelate molto interessanti pedagogia e antropologia, che mi hanno permesso di entrare in un mondo che non conoscevo ovvero l’evoluzione dell’insegnamento, il modo di approcciarsi ai bambini e di farli apprendere.

Materie preferite?
Quella che fin da quando ero piccola mi affascina maggiormente è sicuramente la letteratura italiana e che questa scuola mi ha dato la possibilità di approfondire. Mi colpisce soprattutto lo scoprire che il pensiero dei grandi autori del passato conserva una sorta di attualità, applicabile al mondo moderno. 

Oltre allo studio che passioni ha?
Mi appassiona la musica in particolare suonare la chitarra. Questo strumento mi permette di sentirmi libera dopo giornate di studio. 

Come ha vissuto gli ultimi mesi lontano dai suoi compagni di classe e prof?
Gli ultimi mesi sono stati difficili, molto spesso infatti sentivo la mancanza della classe e dei professori, quelli che mancavano erano infatti soprattutto i rapporti umani, quel clima di dialogo e confronto che rende viva la scuola.

Un giudizio sulla didattica a distanza...
Ha sicuramente aspetti positivi, infatti senza quest’ultima avremmo perso ben tre mesi scolastici, invece grazie all’impegno di tutti ,questo non è accaduto. Un grande grazie ai prof che ci hanno sempre sostenuto , non solo per quanto riguarda la didattica a distanza, ma anche dal punto di vista umano, invitandoci a non arrenderci e a non perdere la speranza. Essa però non può compensare il fare esperienza in aula, il rapportarsi con insegnanti e compagni, il soffrire per un’interrogazione o un compito in classe o il gioire per un buon risultato. 

Agitata all'esame?
Sì, prima dell’esame ero molto agitata soprattutto il giorno precedente. Temevo infatti che avrei dimenticato tutto ciò che avevo studiato, ma quando sono entrata nell’aula e rivisto dopo tre mesi tutti i prof, mi sono sentita accolta e tutti i timori e le ansie sono svaniti. 

Ora cosa farà?
Desidero iscrivermi alla facoltà di ”lettere moderne”, per approfondire la mia passione per l’italiano e soprattutto per poter poi insegnare questa materia. 

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