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Lunedì, 22 Aprile 2024
Alluvione, la mostra

"Sommersi salvati" richiama visite: mostra prorogata. Ed è richiesta anche da Firenze, Bologna e Ravenna

 Nel frattempo sono giunte anche numerose richieste per il trasferimento della mostra in altre città

Continua l’afflusso di visitatori e di classi scolastiche alla mostra "Sommersi salvati", allestita nei locali alluvionati della biblioteca allagata del Seminario in via lunga 47. Il luogo che porta ancora i segni della violenza delle acque e del fango è suggestivo e le potenti immagini di Sivia Camporesi e il drammatico filmato di Mara Moschini e Marco Cortesi emozionano chi scende nel seminterrato, taluni si commuovono.

La mostra, che ricorda ciò che è stato e il dramma occorso al territorio, non solo alle persone ma anche ai suoi preziosi beni culturali,  vuole indicare che c’è speranza e che i libri recuperati, asciugati e ripuliti  esposti in una teca dimostrano che ci si può risollevare dal fango. Negli ultimi giorni c'è stata una crescita costante delle richieste e delle prenotazioni per visite guidate e quindi è stato necessario prorogare di due settimane, fino al 3 dicembre, l'apertura della mostra. Nel frattempo sono giunte anche numerose richieste per il trasferimento della mostra in altre città: Firenze, Bologna, Ravenna dovrebbero essere le prime destinazioni future e si sta organizzando il calendario delle prossime esposizioni.

Con il lavoro straordinario e ininterrotto, documentato nella mostra,  si è formata una grande comunità di volontari e uomini delle istituzioni che ha dato un bellissimo esempio di amore per i nostri beni comuni. Ciò che tutti mostrano di apprezzare è  il significato della mostra, rappresentato dal titolo ispirato a un'opera di Primo Levi nel centenario della nascita, i sommersi, i salvati, perché definisce la volontà di recupero di preziosi beni e ne indica l'obiettivo del loro restauro.

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