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Sanità / Meldola

L'Ausl Romagna conferma, si ferma l'auto medica di Meldola: "Grave carenza di medici"

Si tratta, spiega Maurizio Menarini, direttore dell'Unità Centrale Operativa 118 ed Emergenza Territoriale Romagna, "di una decisione che è stata presentata alla conferenza socio-sanitaria territoriale all’interno di un più ampio progetto di sviluppo del sistema di soccorso preospedaliero Romagna"

L'Ausl Romagna conferma. Dal primo gennaio sarà sospesa l'attività dell'automedica attualmente in postazione a Meldola per effetto "della grave carenza di medici del settore dell’emergenza". A richiamare l'attenzione sulla questione era stata la consigliera regionale di Fratelli d'Italia, Marta Evangelisti, in un question time in Regione. Si tratta, spiega Maurizio Menarini, direttore dell'Unità Centrale Operativa 118 ed Emergenza Territoriale Romagna, "di una decisione che è stata presentata alla conferenza socio-sanitaria territoriale all’interno di un più ampio progetto di sviluppo del sistema di soccorso preospedaliero Romagna, il quale comprende omogeneità di procedure infermieristiche, un medico in centrale operativa, un programma di formazione per i professionisti sanitari , infermieri e medici. Un sistema nel quale ognuno dei professionisti opera all’interno del proprio profilo professionale".

"I medici che operano in pronto soccorso a Forlì trattano almeno 25 pazienti in un turno di 12 ore, mentre il medico dell’automedica con postazione di partenza Meldola interviene in media 1,5 volte in 12 ore - precisa Menarini -. E’ un dato importante a sostegno della decisione presa, a cui si aggiunge la presenza su tutte le ambulanze di infermieri (mezzi di soccorso avanzato a leadership infermieristica) che assicurano un trattamento sanitario fin dal primo intervento. Si sottolinea che il trattamento dei pazienti critici si attesta attorno solo al 2 – 3% del totale degli interventi. L’elisoccorso consente di intervenire anche in zone distanti con riduzione dei tempi per il trattamento medico e per la centralizzazione negli ospedali idonei per patologia".

Menarini chiarisce inoltre che "è prevista una modifica in senso ”dinamico” del sistema di soccorso preospedaliero che consente di utilizzare in modo più efficiente i mezzi di soccorso senza legarli in modo rigido alla postazione di partenza ma alle esigenze operative determinate dalle richieste pervenute e dalla dislocazione istante per istante dei mezzi di soccorso presenti. Una analisi puntuale ed approfondita dei dati di attività è la base per poter successivamente valutare ulteriori implementazioni nel sistema dell’emergenza territoriale".

Le reazioni

“È davvero con grande apprensione che leggo la notizia della soppressione dell’automedica a Meldola - commenta il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli -. Ogni volta che si effettuano dei tagli nei servizi di pubblica assistenza si rischia di incorrere in gravi ricadute a discapito della collettività. Ed è ancor più grave giustificare tali tagli con la carenza di personale sanitario e con la necessità di mettere mano al sistema di pronto soccorso. Di fatto, si spostano medici ed infermieri come in un gioco da tavolo senza risolvere in maniera strutturale le vere problematiche della sanità pubblica, dirottando l’attenzione da situazioni più fragili a quelle ancora più fragili".

"Se questa è la riorganizzazione di cui vanno fieri i vertici dell’Ausl Romagna, c’è poco da star tranquilli - conclude -. Perché la soppressione di un’automedica è sempre una sconfitta e mai una conquista. E non è in alcun modo giustificabile la scelta di far venire meno un servizio di pubblica utilità in ragione della necessità di garantire la continuità delle prestazioni nei pronto soccorso. Quest’ultima è una cosa che dovrebbe essere garantita a prescindere, ragionando su metodi organizzativi virtuosi che antepongano sempre e comunque la salute dei nostri cittadini, e mai la soppressione di alcuni servizi".

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