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Spaccio di "maria" e minacce su Facebook: studenti pusher nei guai

L'indagine, coordinata dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, diretti dal capitano Cristiano Marella, ha avuto origine dalla segnalazione dei genitori di un ragazzino

Spaccio di droga, estorsione aggravata e tentata estorsione. Sono le accuse per le quali sono finite nei guai tre giovani studenti. L'indagine, coordinata dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, diretti dal capitano Cristiano Marella, ha avuto origine dalla segnalazione dei genitori di un ragazzino dopo che gli stessi avevano trovato nella cameretta del figlio modiche quantità di droga nonché sul suo telefonino e sul profilo facebook dei messaggi minatori che riguardavano richieste di denaro “sospette”.

Gli uomini dell'Arma, dopo prolungati servizi di osservazione e pedinamento, anche nei pressi delle scuole dove i giovani indagati sono iscritti, hanno appurato che effettivamente i ragazzi in questione spacciavano marijuana anche nelle adiacenze della scuola a minori, condotte che secondo la vigente normativa costituiscono un’aggravante.

I militari hanno ascoltato in caserma diversi acquirenti alla presenza dei genitori ed hanno confermato che a volte anche all’interno della scuola oppure al mattino presso la stazione ferroviaria i tre indagati erano soliti spacciare agli studenti. Gli spacciatori, due diciassettenni albanesi domiciliati a Forlì e Forlimpopoli ed un neo diciottenne rumeno domiciliato a Forlì, erano soliti cedere la droga anche a credito e minacciare gli acquirenti per ottenere dai ritardatari la restituzione del denaro.

In particolare, nell’ambito della medesima indagine, il 17enne albanese era già stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di corso Mazzina in flagranza di reato di “estorsione” (all’inizio del mese di marzo 2013 a Forlimpopoli), dopo averlo costretto con pressanti minacce rivolte, in ultimo, anche alla madre, a consegnarli una somma di denaro a saldo di una precedente partita di droga.

I tre giovani sono stati accompagnati nelle comunità minorili a disposizione del pubblico ministero della Procura dei minori Flavio Lazzarini e del gip del Tribunale dei Minori di Bologna Anna Filocamo, che ha firmato i provvedimenti di custodia cautelare.

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