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Invece che a scuola erano in stazione a spacciare droga: denunciati due studenti forlivesi

Un terzo ragazzo è stato segnalato alla Prefettura di Forlì per detenzione di stupefacenti per uso personale. Hanno tutti 16 anni, e sono della zona.

Due studenti forlivesi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, uno di essi anche per il possesso di un coltello a serramanico. Un terzo ragazzo è stato segnalato alla Prefettura di Forlì per detenzione di stupefacenti per uso personale. Hanno tutti 16 anni, e sono della zona.

L’accertamento dei fatti è la diretta conseguenza degli attenti controlli operati delle volanti della Polizia di Stato nei confronti di giovani studenti nella zona tra la Stazione ferroviaria ed il parco della Resistenza, soprattutto nelle prime ore del mattino, in concomitanza dell’inizio delle lezioni scolastiche. E’ un servizio ormai strutturato da tempo, disposto dal Questore Loretta Bignardi. Così come avvenuto qualche giorno fa, con l’arresto del 17enne trovato vicino ad una scuola media in possesso di stupefacenti, anche in questo caso i protagonisti sono tre sedicenni che frequentano la seconda superiore e la pattuglia di vigilanza alle scuole della Polizia di Stato.

L’altra mattina, verso le nove, a lezioni scolastiche oramai abbondantemente iniziate (era l’ultimo giorno di scuola), la volante della Polizia nota un gruppetto di ragazzi seduti sopra i gradini di un palazzo pubblico nei pressi della Stazione; sono evidentemente minorenni, hanno gli zaini al seguito, e a quell’ora dovevano essere sicuramente in classe. Agli agenti sembra di cogliere uno strano passaggio di mano di qualcosa, che poi viene subito infilata sotto i pantaloni. Quando si accorgono che gli agenti di pattuglia li stanno osservando con un certo interesse iniziano tutti ad innervosirsi, e cercano di sparpagliarsi in direzioni diverse. Uno che sta fumando getta di scatto la sigaretta ancora accesa appena vede l’auto della Polizia.

Spaccio di droga, arrestato un giovane forlivese

Per l’occhio attento dei pattuglianti sono tutti segni inequivocabili che hanno qualcosa da nascondere. I poliziotti intervengono e li identificano, sono sei, tutti di 16 anni, e frequentano un istituto poco distante, ma siccome era l’ultimo giorno di scuola avevano ben pensato di prendersi un giorno in più di vacanza. La sigaretta trovata a terra in realtà è uno spinello. L’odore non lascia dubbi. Scattano le perquisizioni.  Uno di loro ha nelle mutande quella cosa che poco prima gli agenti hanno visto passare di mano: un sacchetto con nove grammi di marjiuana; in tasca ha anche tre bustine in cellophane con la stessa droga, in tutto un paio di grammi, sulle quali sono scritti in cifra i prezzi di vendita; nel portafoglio ha 105 euro in banconote di piccolo taglio, troppi soldi rispetto alla mancetta di 5 euro che poi i genitori diranno avergli dato al mattino, all’uscita da casa.  Quello che era stato visto passargli il sacchetto viene trovato con un coltello a serramanico nello zaino. Un terzo ragazzo ha indosso un grammo della stessa erba, che gli costerà la segnalazione in Prefettura.

I restanti non hanno nulla di compromettente e vengono subito affidati ai genitori, avvisati del contesto in cui i loro ragazzi sono stati identificati. Gli altri vengono accompagnati in Questura, ed anche per loro giungono tempestivamente i genitori. Scattano le perquisizioni domiciliari, con l’intervento della sezione narcotici della Squadra Mobile. A casa dei due indagati viene trovato materiale per il confezionamento e pesatura della droga, e quello del “sacchetto” nelle mutande ha anche un altro paio di grammi di erba ancora disponibile e delle bustine vuote sulle quali sono scritte le cifre equivalenti al valore della droga da vendere. 

Il responso finale della Polizia Scientifica non lascia scampo, tutta l’erba recuperata risulta positiva alle analisi. Ormai è tutto chiaro, e non tarderanno ad ammettere le loro colpe.  Nel pomeriggio, una volta terminate tutte le incombenze per documentare l’attività di polizia giudiziaria, i due ragazzi tornano a casa, con il fardello di una denuncia alla Procura della Repubblica per i minorenni e con i genitori ancora allibiti, persone che non hanno mai avuto alcun tipo di problema di carattere penale o di consumo di droghe che hanno scoperto improvvisamente un lato inaspettato di piccolo pusher nascosto dietro la faccia di bravo ragazzo del loro figlio. 
 

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