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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Da Forlì a Ravenna per lo shopping "stupefacente": scoperta centrale dello spaccio

Forlì-Ravenna si conferma come un ormai consolidato asse di smercio di droga

Hanno collaborato anche gli agenti della Squadra Mobile di Forlì alla cattura, effettuata dai colleghi della Questura di Ravenna, alla cattura di una coppia di albanesi, rispettivamente di 21 e 41 anni, per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Forlì-Ravenna si conferma come un ormai consolidato asse di smercio di droga. Ad accelerare i sospetti degli inquirenti della Mobile di Ravenna un sospetto via vai di persone in un'abitazione del centro del capoluogo bizantino, anche di persone provenienti da fuori città.

Il blitz

Martedì è scattato il blitz: i poliziotti hanno fatto irruzione all’interno della residenza, sorprendendo all’interno i due stranieri. Durante la perquisizione dell’appartamento, gli investigatori hanno rinvenuto dentro un grosso vaso due involucri contenenti circa 140 grammi di cocaina, due bilancine di precisione e un coltellino richiudibile con tracce della sostanza confezionata; nella stanza adibita a soggiorno e camera da letto, all’interno di una cassettiera, sono stati trovati tre telefoni cellulari, un portafoglio e un salvadanaio contenenti più di duemila euro in banconote di vario taglio. In Questura i due sono stati sottoposti ai rilievi di polizia scientifica e dichiarati in arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dopodiché sono stati associati rispettivamente al carcere di Ravenna e alla sezione femminile della casa circondariale di Forlì, a disposizione della Procura della Repubblica di Ravenna (pubblico ministero Angela Scorza). L'uomo annoverava alcuni alias e precedenti anche per reati inerenti il traffico di droghe mentre la donna, anche lei disoccupata, è risultata sconosciuta agli schedari di Polizia.

La scoperta: era latitante da nove anni

Gli investigatori, insospettiti del possesso da parte del 41enne di un passaporto di nuova emissione, hanno svolto ulteriori approfondimenti sul suo conto. Molte le anomalie emerse: dopo sue tracce sul territorio nazionale a cavallo degli anni 2000, in particolare denunce a suo carico, è “scomparso” per circa dieci anni per riapparire poi con un documento nuovo. Incrociando vari dati e riscostruendo anche gli ultimi suoi passaggi in luoghi di detenzione è stato possibile svelare, attraverso il contributo degli specialisti di dattiloscopia della Polizia Scientifica di Bologna, come l’identità attuale fosse collegata ad altro nome, soggetto latitante dal 2008, sul cui conto gravava un provvedimento di esecuzione pene concorrenti emesso dalla Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Bologna per l’espiazione di 4 anni e mesi 2 di reclusione per reati in materia di stupefacenti. Pertanto, nei suoi confronti si è proceduto con la notifica in carcere della cattura.

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