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Tanti applausi per gli studenti del Palmezzano con lo spettacolo "Irene, l'artista del mondo"

L'atto teatrale dedicato alla pittrice Irene Ugolini ha messo ulteriormente in luce la figura dell'artista forlivese

Un ottimo riscontro di pubblico, con la sala ex Refettorio dei Musei San Domenico piena, ha salutato la seconda replica dello spettacolo "Irene, l'artista del mondo", regia di Stefania Polidori, messo in scena lunedì dagli studenti della scuola media "Marco Palmezzano", con la partecipazione delle dirigenti scolastiche Annalisa Fiorini e Anna Starnini e di Gabriele Zelli. L'atto teatrale dedicato alla pittrice Irene Ugolini, a cui è stato intitolato l'Istituto Comprensivo numero 2 di cui la scuola "Palmezzano" fa parte, ha messo ulteriormente in luce la figura dell'artista forlivese che si caratterizzò per una grande volontà di lasciarsi alle spalle le difficili condizioni economiche familiari, per acculturarsi non avendo potuto frequentare la scuola, per conoscere il mondo e aprirsi per questo alle esperienze più diverse, oltre che dimostrare una vena artistica di primaria importanza.

Sono soprattutto le tante lettere inviate durante i suoi viaggi ad amici e familiari spedite anche da luoghi lontanissimi che 40/50 anni fa non era facile raggiungere, come l'Isola di Pasqua, il Cile, Tahiti, Singapore, che mettono in luce una profondità umana e artistica non comuni. In una sua missiva scrive: "Della vita non rimpiango niente, ma proprio niente. Le cose sono andate e stanno andando per il loro verso, come devono andare. Sono certa che le vicende della nostra vita non andrebbero meglio se accadessero come vogliamo noi. Vivere, questo è magnifico. La mia pittura è quello che è. Dipingere è un bisogno, una necessità, una ragione di vita. L’arte è un fuoco che mi brucia dentro. La pittura non può dare infelicità. Non direi proprio. No, infelicità mai…. Io dalla pittura ho avuto tutto, il meglio. Dicono che ci sia il paradiso, ma io il paradiso l’ho trovato qui. A volte però la tavolozza con me è stata cattiva, non riuscivo a dominarla; anche per imparare a disegnare ho sofferto. Con la pittura mi sono liberata, mi sono trovata e presa nello stesso tempo. Il desiderio di dipingere, di lavorare, mi trasforma. Nei miei quadri e nei miei graffiti rappresento la realtà che mi circonda trasfigurata dai miei sogni, dalle mie speranze, dall’amore per la natura e per l’umanità che mi strugge fin dalla nascita. Ciò che vi è di più reale al mondo, per me, sono le illusioni che creo con la mia pittura. Il resto è sabbia mobile". 

In un'altra lettera sottolinea le difficoltà che dovette affrontare per emergere in campo pittorico: "All’arte non chiedo il successo, anche se mi giunge gradito, ma un rifugio. Ho sempre avvertito una sola urgenza: lavorare. La vita è tutta in salita. Mi rivolgo ai giovani: bisogna stringere la cinghia e pedalare, pedalare sempre. Io che da un bel po’ di tempo mi trovo sur le retour, io lavoro tutta la notte, tutte le notti che Dio manda in terra. Mi tiene compagnia il silenzio, appena sfiorato da un minuetto o da un concertino d’archi che mi aiutano a trovare nel lavoro quella giusta temperie che per me assomiglia alla felicità. L’essere donna non mi ha ostacolato nel mio lavoro, no, assolutamente. Donna, uomo, non esistono direzioni privilegiate nella creazione artistica. Non vorrei neppure ritornare giovane. No, non cambierei Irene con un’altra, Sono felice. C’è Dio vicino al mio guanciale. Parlo con lui e di tutto lo ringrazio, anche delle rovine silenziose della mia infanzia. Sono le sofferenze patite che danno spessore alla vita. Vivere è un’avventura meravigliosa. Sono felice perché nei miei quadri vado configurando la vita. Io disegno il mio cuore".

Anche alla luce di tutto ciò assume un particolare valore il lavoro dei giovani studenti della Palmezzano, gran parte dei quali nel frattempo frequentano le scuole superiori, e dei loro insegnanti perché attraverso la figura di Irene si può trarre insegnamento per la nostra vita. Così come si è dimostrata azzeccata la scelta di dedicare ad Irene Ugolini Zoli l'Istituto comprensivo numero 2, al pari delle altre intitolazioni degli ulteriori enti scolastici a personaggi della città di Forlì: Tecla Baldoni, musicista, Giuseppe Prati "Don Pippo", sacerdote, abate dell'abbazia di San Mercuriale, Annalena Tonelli, missionaria laica, Tina Gori, partigiana, Silvio Zavatti, primo vice sindaco di Forlì della Liberazione, esploratore, Carmen Silvestroni, artista, scultrice, Camelia Matatia, giovane forlivese di origine ebraica morta nel 1944 nel campo di concentramento tedesco di Auschwitz, Beatrice Portinari, nobildonna fiorentina, figura storica dietro l'omonimo personaggio dantesco; mentre il  Centro Provinciale Istruzione Adulti Forlì-Cesena è stato intitolato a Silver Sirotti, ferroviere, Medaglia d'oro al valor civile.

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