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Stabile occupato in via Maceri: "Respingiamo le intimidazioni"

Anche il Partito Comunista dei lavoratori, sezione "D. Maltoni" Forlì-Cesena, difende in una nota gli occupanti dello stabile in via Maceri, ai quali è stata notificata sabato l'ordinanza di sgombero

Anche il Partito Comunista dei lavoratori, sezione "D. Maltoni" Forlì-Cesena, difende in una nota gli occupanti dello stabile in via Maceri, ai quali è stata notificata sabato l'ordinanza di sgombero. “Venerdì 23 novembre un gruppo di compagni e di volenterosi ha occupato uno stabile pubblico, in disuso da diversi anni, completamente abbandonato a se stesso. Stiamo parlando di un edificio immenso, di 3 piani, in pieno centro, con enormi sale in grado di ospitare iniziative, spettacoli, concerti e ben 40 appartamenti capaci di risolvere o quantomeno tamponare il problema abitativo a Forlì”.

“Tutto ciò, prima della liberazione dello spazio avvenuta appunto il 23 novembre, veniva scientemente fatto marcire, per diretta responsabilità del Comune di Forlì, che si era preoccupato esclusivamente di sigillarne l'ingresso per impedire l'accesso agli umani, mentre dentro la fruibilità del luogo era garantita a topi, piccioni e ragni, come testimoniano i numerosi resti organici trovati e ripuliti dagli occupanti. - continua la nota - Sabato , però, le forze dell'ordine, da buoni paggetti e passacarte del Comune, recapitano agli occupanti un'ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco in persona. Lo stabile deve tornare, per legge, al suo stato di abbandono e di decadimento. Non perchè ci sia un progetto di gestione alternativo, ma semplicemente per riaffermare, una volta di più, che la proprietà è sacra e inviolabile”.

“La legalità borghese, che nulla ha a che fare con il concetto di giustizia, a questo serve: tutelare e difendere la proprietà. Come militanti rivoluzionari del Partito Comunista dei Lavoratori (PCL), ci teniamo quindi ad esprimere la massima solidarietà ai compagni impegnati in questa difficile occupazione e invitiamo gli abitanti del quartiere a fare altrettanto e a respingere i gesti intimidatori della Questura forlivese”.


 

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