Start-up biomedicale forlivese al lavoro su un prototipo di ventilatore polmonare: "Una speranza in più"

Un'azienda con base operativa a Forlì sta lavorando ad un nuovo tipo di ventilatore polmonare per terapia sub-intensiva adatto ad ogni posto letto di ospedale. E' l'obiettivo della IBD

Un'azienda con base operativa a Forlì sta lavorando ad un nuovo tipo di ventilatore polmonare per terapia sub-intensiva adatto ad ogni posto letto di ospedale. E' l'obiettivo della IBD (Italian Biomedical Devices srl) che vuole portare questo ventilatore in produzione in Italia in poche settimane. Per contrastare la polmonite da Covid-19, abbiamo tutti imparato che la ventilazione polmonare assistita sia, per ora, l’unica terapia salva-vita, anche se non è purtroppo sufficiente in molti casi. L'azienda forlivese ha deciso di sviluppare un ventilatore per terapia sub-intensiva, ad alto flusso e con miscelazione di ossigeno, che può essere utilizzato per ogni letto di ospedale e addirittura a casa, facile da usare e trasportare. Il team della IBD, composto da Corrado Ghidini, Andrea Visotti, Francesca Borghetti, Claudia Perazzini, Debora Brudi e Caterina Bissoni, vuole portare l’innovativo ventilatore in produzione in Italia in sole tre settimane.

Per donazioni: questa la campagna attiva sulla piattaforma GoFundMe

“Questo sarà possibile - spiegano dalla IBD - grazie alle nostre competenze e alla nostra dedizione, al riutilizzo di tecnologie sviluppate e brevettate interamente, alla prontezza e disponibilità di un gruppo di aziende con le quali abbiamo già lavorato come EOStech srl, Test’Ing srl, AD MODUM R&D srl, Smartaudiopro srl, Fausto Negri, e grazie a chi vorrà aiutarci”. A sostegno del progetto è stata avviata una libera raccolta fondi, che in pochi giorni ha già superato gli 11mila euro. Per sostenere questo progetto, la IBD, che è una start-up, ha deciso di ricorrere al finanziamento tramite donazioni. Il motivo viene spiegato da Caterina Bissoni: "L’idea di sfruttare delle tecnologie sviluppate e brevettate in casa per l’emodialisi e sfruttare il know how del team di ingegneri per fare fronte a questa emergenza è stato un modo per intervenire e non rimanere a guardare, visto la scarsa presenza di produttori di ventilatori in Italia. Tuttavia resta un progetto fuori dal core business. Ecco perchè stiamo intervento con investimenti nostri, seppur limitati, e tramite una raccolta fondi su GoFundMe". Gli organizzatori della raccolta assicurano che il denaro raccolto sarà utilizzato a coprire le spese vive di questo progetto di ricerca. Le prime apparecchiature saranno donate.

“Abbiamo bisogno del vostro aiuto - lancia l’appello la IBD - affinché tutto questo non rimanga solo un bellissimo prototipo ma diventi uno strumento presente negli ospedali italiani e di tutto il mondo per salvare delle vite, in questo momento di grande difficoltà”. Il piano operativo è molto chiaro: “Con i primi 25.000 euro - spiega il team della IBD - saremo in grado di ultimare la progettazione ed assemblare il primo ventilatore per effettuare il test di sicurezza e conformità alle norme vigenti. Altri 30.000 euro ci permetteranno di produrre le prime 10 unità da donare agli ospedali dell’Emilia Romagna e Lombardia. Con gli ulteriori fondi saremo in grado di certificare il prodotto come medical device di classe IIa, internalizzare la produzione in serie del dispositivo e rifornire tutti gli ospedali che ne faranno richiesta”.

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