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Dopo la violenza, il Comune: "Le ferrovie sorveglino meglio la stazione"

"Riduzione progressiva delle fermate dei treni e degli orari di apertura dei servizi offerti, pone sempre più anche il tema del presidio delle stazioni ferroviarie, a Forlì ma anche in altre città, con un rischio di possibili violenze"

“Occorre ruolo più attivo della società di gestione della stazione ferroviaria nelle prevenzione”: dopo l'aggressione di natura sessuale ai danni di una studentessa fuori sede sabato sera alla stazione ferroviaria è Maria Maltoni, assessore alle Pari Opportunità e Conciliazione a prendere carta e penna. Prima di tutto per esprimere solidarietà alla vittima: “La brutale aggressione di cui è stata vittima sabato scorso una studentessa all'interno della stazione ferroviaria di Forlì è un fatto che non va sottovalutato”.

E ancora: “L'intervento immediato delle forze dell'ordine che hanno arrestato la persona che si è resa colpevole del tentato stupro è indubbiamente un fatto positivo da rimarcare e ad esse va il mio personale ringraziamento in quanto assessora alle Pari Opportunità. Nello stesso tempo però è doveroso anche chiedere alla società che gestisce la stazione ferroviaria una maggiore tutela dei cittadini e delle cittadine che fruiscono del servizio di trasporto, infatti la riduzione progressiva delle fermate dei treni e degli orari di apertura dei servizi offerti, pone sempre più anche il tema del presidio delle stazioni ferroviarie, a Forlì ma anche in altre città, con un rischio di possibili violenze e aggressioni che sabato sera si è concretizzato”.

La protesta va quindi contro la società della galassia societaria delle Ferrovie dello Stato, che deve maggiormente garantire il presidio serale. E ancora: “Va rimarcato che sempre più spesso fatti di questa natura sono correlati anche all'abuso di alcool e sostanze stupefacenti, perciò i controlli che a tappeto vengono effettuati sul territorio, anche da parte della polizia municipale, sono senza dubbio una importante forma di prevenzione”.

“La violenza di genere sia quando si presenta come nella maggioranza dei casi, all'interno della famiglia e/o della coppia, sia quando come nel caso di sabato, è opera di sconosciuti, pone con forza la questione di una cultura che rendendo le donne oggetto, incentiva l'idea che il corpo femminile sia una cosa da poter "usare" a proprio piacimento, anche attraverso la violenza. Oggi in particolare il mix tra residui di culture patriarcali e maschiliste e la "modernità " di accesso ad immagini lesive della dignità femminile offerte ogni dove grazie all'uso del web, risulta fuorviante e diseducativo anche per le giovani generazioni. E' questa cultura che come Comune di Forlì intendiamo combattere con il contrasto quotidiano ad ogni forma di violenza, attraverso l'attività di supporto e di ascolto del nostro Centro Donna comunale e con iniziative rivolte a far crescere una cultura del rispetto reciproco tra i generi, fin dalle scuole”.

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