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Steward anti-Covid in ospedale, Cgil: "Esito negativo dell'incontro con l'azienda, stipendi indecorosi"

"L’incontro, tra le organizzazioni sindacali e l’azienda capofila aggiudicataria del servizio di steward per l’Ausl Romagna, si è concluso con un nulla di fatto"

Fumata nera. "Esito negativo" per l'incontro tenutosi venerdì pomeriggio tra i sindacati e l’azienda aggiudicataria dell’appalto al fine di ripristinare adeguati trattamento economici a favore degli steward impegnati, quotidianamente, negli ospedali e nei presidi locali del sistema sanitario pubblico per garantire il rispetto delle norme di prevenzione anti-covid". A fare il punto è Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil di Forlì: "Gli steward impegnati sul territorio sono oltre 200 - dettaglia - oltre una sessantina a Rimini e altrettanti a Ravenna, una quarantina a Forlì e una cinquantina a Cesena. Ogni giorno presidiano 39 postazioni sanitarie nel Riminese, 28 nel territorio di Forlì, 28 nel Cesenate e 41 nel Ravennate".

"L’incontro, tra le organizzazioni sindacali e l’azienda capofila aggiudicataria del servizio di steward per l’Ausl Romagna, si è concluso con un nulla di fatto a causa del tentativo di lucrare fra l’aumento di tariffa oraria riconosciuto dall’Ausl (1,83 euro all’ora) e quanto dovuto ai lavoratori a titolo di corretto inquadramento e di superminimo collegato alle mansioni strettamente connesse all’emergenza Covid-19. Ora l’azienda dovrà presentare una proposta formale complessiva che sarà oggetto di ulteriore incontro la prossima settimana", prosegue Giorgini.

 Le Cgil di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, continua Giorgini, sottolineano che "l'obiettivo di migliorare i trattamenti di tutto il personale, diretto ed in somministrazione,  resta invariato  e prosegue con la massima determinazione, forte anche della disponibilità dell’Ausl e della sinergia con il livello regionale, attraverso il segretario generale della Cgil Emilia Romagna, Luigi Giove, che è già intervenuto nei confronti della giunta Bonaccini, per recuperare il caso specifico ed evitare strutturalmente il riproporsi di simili iniquità in altre procedure di gara. Nel caso degli steward in servizio nelle strutture dell’Ausl Romagna, è necessario occuparsi anche di cosa succederà a maggio, quando l’affidamento scadrà. Se, come è prevedibile, il servizio continuerà, bisognerà assicurare continuità occupazionale e trattamenti appropriati, sia che si definisca una proroga, sia che si proceda a un nuovo affidamento che sarebbe auspicabile avesse un perimetro di attività più ampio, in modo da consentire di riassorbire il personale alla cessazione del servizio".

"La Cgil, oltre che la tempestiva positiva chiusura della vicenda dei trattamenti economici rivendica l’immediato coinvolgimento sui principi della nuova procedura di gara  per prevenire simili situazioni e più in generale chiede di aggiornare il protocollo appalti sottoscritto con l’Ausl Romagna nel 2019, per adeguarlo alle nuove normative ed estenderne l’applicazione alle procedure assegnate a stazioni appaltanti terze, come accaduto per gli steward", conclude Giorgini.

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