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Stop alla biblioteca al Santarelli, l'ex assessore: "Pressapochista un progetto di 15 esperti di fama?"

E' la domanda che pone l'ex assessore alla Cultura Elisa Giovannetti, in difesa del progetto dell'ex asilo Santarelli, destinato dalla precedente amministrazione alla Biblioteca Moderna ma che verrà cancellato dal nuovo sindaco Gian Luca Zattini

Un progetto pressapochista quello stilato da un totale di 15 esperti di fama in materia di archivi, musei e biblioteche? E' la domanda che pone l'ex assessore alla Cultura Elisa Giovannetti, in difesa del progetto dell'ex asilo Santarelli, destinato dalla precedente amministrazione alla Biblioteca Moderna ma che verrà cancellato dal nuovo sindaco Gian Luca Zattini. La nuova amministrazione, infatti, avrebbe rilevato l'insufficienza degli spazi che dovranno contenere la futura Biblioteca Moderna. 

Un errore grossolano di valutazione? A respingere l'accusa è Giovannetti: “Sulle dichiarazioni dei rappresentanti dell’amministrazione Zattini, che nel corso di una conferenza stampa hanno comunicato alla città la decisione politica di non realizzare all’interno del  Santarelli la Pubblic Library, vorrei precisare che nel 2014 la situazione dei servizi culturali della città denunciava un grave problema di depositi librari, collocati tutti presso il Palazzo del Merenda, già allora in grande sofferenza strutturale, a cui aveva già iniziato a rispondere l’amministrazione Balzani, valutando tra le altre la possibilità di usare  il piano interrato del Santarelli. Da questo percorso  abbiamo avviato  una istruttoria che ci ha fatto decidere di candidare l’edificio Santarelli come luogo per l’integrazione di tre funzioni, biblioteca di pubblica lettura, laboratorio urbano, e museo urbano, collocando un esteso deposito librario nel piano interrato e  alcune sale a scaffale aperto nel piano terra, avendo come presupposto l’esigenza di finanziare questa iniziativa con un progetto da candidare sui fondi strutturali europei, per non pesare sul bilancio del Comune”.

Aggiunge l'ex assessore: “Questa mutualità tra le tre funzioni in seguito a un lungo lavoro di analisi e  progettazione divenne  la chiave attraverso cui risolvere il problema degli spazi, poi nei fatti  una sfida di innovazione nei servizi tradizionali”. Ed ancora: “In merito al supposto “pressapochismo” del progetto Santarelli, che abbiamo condotto dal 2014 al 2019, mi preme ricordare che oltre a un processo complesso di elaborazione tecnica che ha coinvolto gli uffici del Comune, la Regione e il Polo romagnolo delle biblioteche, abbiamo definito un metodo che ha previsto l’istituzione di un comitato scientifico con 12 tecnici esperti di livello nazionale,  tra cui solo sui temi della biblioteca e dei musei i seguenti: Daniele Lupo Jalla? (gia? Presidente ICOM Italia) Klaus Kempf (Direttore digitalizzazione della Bayeris che Staatsbibliotek di Monaco di Baviera) Maria Guercio detta Mariella (archivista, presidente Anai.  docente Universita? La Sapienza, Comitato scientifico Fondazione Feltrinelli e Fondazione Pirelli) Gianfranco Crupi (Docente La Sapienza, Membro del Gruppo di studio sugli standard  (ICCU) membro del Comitato scientifico della rivista Digitalia). Abbiamo inoltre deciso di affidare i progetti specifici della biblioteca di pubblica lettura, del museo urbano e del laboratorio di innovazione ad altri tre esperti di chiara fama, chiedendo di collaborare tra di loro, tra cui il professor Giovanni Solimine  (professore ordinario dell’Università La Sapienza, già componente del Consiglio Superiore dei beni culturali, esperto italiano riconosciuto a livello internazionale, membro dell’IFLA). E' più che mai censurabile che l’ Amministrazione Zattini, invece di giustificare come una scelta politica la decisione di non aprire un servizio di biblioteca di pubblica lettura, abbia deciso  di gettare discredito sul lavoro fatto dall’Amministrazione precedente.  Inoltre sorge spontanea e impellente la domanda per cui, dato che i problemi del servizio bibliotecario,  che sono seri e strutturali, non sono cambiati, quali sono le  risposte che l’Amministrazione intende dare?”

Ed conclude: “Mi  chiedo se l'attuale Giunta sia consapevole  delle condizioni del Palazzo del Merenda e della necessità di rispondere velocemente al suo alleggerimento  per cui il trasferimento di parte dei  depositi al Santarelli rappresentano tuttora la prima e unica soluzione dato che non ci sono altri spazio depositi nei “contenitori culturali” della città? Infine mi chiedo se il problema non sia in realtà nella mancata volontà di rispondere, così come indicato nel progetto Solimine, all’implementazione del personale del servizio bibliotecario. E' alquanto triste che questa Amministrazione per giustificare la propria inattività e la volontà politica di non completare il processo di ristrutturazione dei servizi bibliotecari (già definito e finanziato), rischiando tra l’altro una chiusura dei servizi,  sia capace solo di diffamare il lavoro degli altri, dimostrando di non avere nessuna consapevolezza della materia di cui parla”.

Le reazione politiche

Aggiunge Federico Morgagni, capogruppo di Forlì & Co.: “Leggiamo di una conferenza stampa nella quale il Sindaco Zattini e l’Assessore Cicognani, assente ancora una volta l’Assessore Melandri,  hanno confermato le voci circolanti da qualche giorno sulla volontà di recedere dal progetto di trasferimento della biblioteca all'ex Asilo Santarelli, a causa dell'insufficiente spazio per farvi convivere la biblioteca stessa e le altre funzioni individuate nel progetto finanziato dalla Regione con fondi POR FESR per oltre 4 milioni di euro. E' evidente che la Giunta può anche cambiare idea sul Santarelli, purché questo non metta a rischio i finanziamenti già ottenuti e a patto che chiarisca immediatamente una serie di questioni urgenti derivanti da tale scelta. La permanenza della biblioteca al palazzo del Merenda impone infatti immediate risposte su quali strategie, alternative a quelle individuate dalla Giunta precedente, abbia in animo l'Amministrazione per quanto riguarda il recupero di una struttura che ha già manifestato preoccupanti debolezze di natura statica; l'immediata assunzione di precisi impegni finanziari in sede di bilancio pluriennale per il recupero dell'intero palazzo; spiegare ciò che si intende fare per  assicurare che gli importanti lavori che si dovranno realizzare sul Merenda non impediscano per anni e anni la fruizione e il libero accesso al servizio di biblioteca, stante che si vuole mantenere quest'ultimo nel palazzo”.?

Di diverso avviso Europa Verde, per bocca di Alessandro Ronchi: “L'idea di mettere all'ex Santarelli la biblioteca moderna era del tutto sbagliata e noi Verdi lo abbiamo sostenuto per anni e quindi siamo siamo soddisfatti che il Sindaco abbia preso la  decisione di abbandonarla. Vogliamo considerare quindi questo come un primo passo per risolvere il problema biblioteca moderna che certamente deve essere inquadrato nel problema più generale del restauro del Palazzo del Merenda ma anche, come diciamo da tempo, attraverso l'utilizzo dell'ex palazzina dei vigili urbani collocata proprio di fronte, dall'altra parte della strada. Ed è  importante per individuare la destinazione più appropriata ed utile fare leva sulla vocazione dell'area  connotata dalla  grande presenza di funzioni destinate ai giovani come l'Università, le altre due biblioteche e in un futuro prossimo lo studentato all'ex Hotel della città. E’ un edificio prezioso per la città, può essere davvero destinato ad ampliare le sedi delle istituzioni culturali in un’area urbana idonea e riconosciuta come tale. Per quanto riguarda l'ex Santarelli mettiamo a disposizione del Sindaco le idee che abbiamo più volte avanzato in passato”.

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