"Stop Pesticidi", il Wwf lancia un accorato appello ai tre ministri e alla Regione

Il Wwf chiede delle modifiche al nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi "per garantire una maggiore tutela della salute dei consumatori"

Volontari del Wwf e delle associazioni componenti il Tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì, ma anche normali cittadini, si sono riuniti lunedì per affrontare uno spinoso problema, quello che riguarda l'utilizzo dei pesticidi.

Sotto il monumento a Saffi, insieme, hanno lanciato un appello simbolico ai tre ministri (Gian Marco Centinaio del ministero delle politche agricole, Sergio Costa dell'ambiente e Giulia Grillo per la Salute), oltre che alle Regioni, per chiedere che il nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi garantisca una maggiore tutela della salute di consumatori e agricoltori ed una adeguata salvaguardia della biodiversità.

 “Stop Pesticidi”, la frase simbolo, fotografata e inviata  con un’azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo piano e al presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Il Wwf, insieme alle associazioni che aderiscono alla campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede al Governo e alle Regioni alcune modifiche sostanziali per il nuovo Piano Pesticidi che dovrebbe prevedere "divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del 2009".

In particolare il nuovo Pan Pesticidi dovrebbe indicare, secondo il Wwf,  con priorità i seguenti obiettivi: "ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale; Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti; adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città. Ma anche prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017; definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi e rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo".

"Il ricorso ai pesticidi - conclude il Wwf - dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica".

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