La storia del 66esimo Reggimento Trieste raccontata in un libro dal generale Carmelo Burgio

Il generale Burgio che vanta esperienze di grande prestigio nel glorioso "Tuscania" e all’estero, in Libano, in Albania, in Afghanistan e in Iraq, a Nassiriya all’alba della tragica strage del 2003

La storia del 66esimo Reggimento Trieste in un libro. L'autografo sul volume è del generale dei carabinieri Carmelo Burgio, che mercoledì pomeriggio ha presentato a Palazzo Romagnoli, alla presenza delle autorità civili e militari, la sua ultima opera, "Dalla "Valtellina" a "Trieste". Il generale Burgio che vanta esperienze di grande prestigio nel glorioso "Tuscania" e all’estero, in Libano, in Albania, in Afghanistan e in Iraq, a Nassiriya all’alba della tragica strage del 2003. Già autore di un lavoro sulla mitica Brigata Valtellina, protagonista della Grande Guerra, ha delineato la storia del 66esimo reggimento Trieste. Per l’Esercito Italiano erano presenti il Generale di Brigata Fulvio Poli, capo ufficio generale Promozione, Pubblicistica e Storia dello Stato Maggiore Esercito, il comandante della Brigata aeromobile “Friuli”, Generale di Brigata Stefano Lagorio, il comandante del 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste”, colonnello Pasquale Spanò.

L’evento è iniziato con il saluto e il ringraziamento del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, a tutti i presenti. Ha preso poi la parola Poli, che ha illustrato l’ importanza della ricerca storica scientifica basata sull’esame documentale dei fatti, scevra da ogni tipo di preconcetto, rapportandosi al periodo storico di riferimento. Burgio ha quindi illustrato in breve le emozioni provate durante la stesura del libro, con il quale ha ripercorso la storia della Brigata “Valtellina” nata come reparto del regio Esercito il 1° agosto 1862, passando per la battaglia di Custoza del 1866 con il battesimo del fuoco, il compimento del sogno risorgimentale, le campagne in Africa e i due conflitti mondiali. 

Come riportato nella prefazione del testo, scritta dall’attuale comandante del 66esimo Reggimento, "Un periodo segnato da numerosi sacrifici, memorabili battaglie, formidabili vittorie e cogenti sconfitte, ma che ha un solo denominatore comune, quello di aver annoverato nei ranghi di quella che fu la Brigata “Valtellina”, uomini spinti da un senso del dovere fuori dal comune, che hanno sacrificato la propria vita con la piena consapevolezza dell’altissimo ideale per il quale combattevano, la Patria". Erede naturale della “Valtellina è infatti proprio il 66° reggimento ”Trieste”, ricostituito come Battaglione il 1° ottobre 1975 a Forlì. Da questa data, numerose sono state le trasformazioni del reparto, che è divenuto reggimento nel 1992. Ormai parte integrante della realtà cittadina, il reggimento ha partecipato e continua a partecipare a tutte le operazioni nazionali e internazionali dell’Esercito Italiano. Con questo lavoro, il generale Burgio, valtellinese d’adozione, ha voluto ridare lustro agli atti eroici compiuti dai fanti della “Valtellina” ricordando i duri sacrifici e il tributo di sangue sostenuti da questa gloriosa Grande Unità Elementare dalle inconfondibili mostrine a righe bianche e nere durante i più importanti fatti d’arme degli ultimi due secoli. Con questo intrecciarsi del destino di una Brigata, il Generale scrive “scatta in me il desiderio di conoscere” e decide di scriverne la storia “allo scopo di far amare ancor di più, ove possibile, il proprio reparto, ai fanti del 66°".

Il generale dell'Arma vanta un curriculum glorioso. Ha conseguito due lauree (Scienze Politiche e Scienze della Sicurezza nazionale ed internazionale) e due master in Studi Strategici, uno all’Università di Torino e l’altra allo I.A.S.D. I maggiori riconoscimenti conseguiti sono la medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri, due Croci di Bronzo al Merito dell’Esercito, la medaglia “Legion of Merit” americana, la Medaglia d’Oro per Distinti Servizi rilasciata dal Ministro dell’Interno portoghese. E’ inoltre Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Cavaliere dell’Ordine di "Leopoldo II" del Belgio. Attualmente è comandante del Comando Interregionale Carabinieri Culqualber.

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